Recita a Greenwich (29 dicembre) l'orazione di benvenuto per il nuovo ambasciatore veneto Ludovico Falier. Fa restaurare a sue spese una cappella nella chiesa d'ognissanti a Chelsea.
| 1474 | Sir John More, padre di Thomas More, magistrato di piccola nobiltà, sposa il 24 aprile di quest'anno Agnes Granger, che in sette anni dal 1475 al 1482 gli darà alla luce ben sei figli. | |
| 1477 | Francis Murray, nel The Tablet del 15 gennaio 1977, scisse che gli "Amici Thomae Mori", per celebrare il quinto centenario di More, hanno scelto il 1977 come data corretta." Reagendo a questo annuncio nel numero in uscita il 29 gennaio seguente, Canon A. de Zulueta e Stephen Ryle considerano il 1978 l’anno più adatto, perché il 1478 è la data comunemente accettata per la nascita di More, è quella che Chambers sostiene, è quella iscritta in oro sulla statua a Chelsea. | |
| 1490 | A circa dodici anni, seguendo una diffusa consuetudine, Tommaso Moro venne mandato dal padre a servire come paggio nella casa londinese del cardinale John Morton, arcivescovo di Canterbury e cancelliere del regno dal 1487. | |
| 1492 | Secondo William Roper, il genero di More, fu il Cardinale Morton che volle mandare Thomas ad Oxford, probabilmente al Canterbury College, oggi Christ Church, ad approfondirvi gli studi. Il programma doveva durare due anni, e poiché More rimase ad Oxford per un periodo analogo, dal 1492 al 1494, l’aveva probabilmente completato. | |
| 1493 | Nel New Inn di Londra inizia lo studio del diritto. | |
| 1496 | Il 12 febbraio si trasferisce da New Inn al più prestigioso Lincoln's Inn, perfezionando la sua preparazione giuridica. Vi resterà fino al 1500. | |
| 1497 | L'uno settembre, muore Henry Abyngdon, organista del re, e More compone tre epigrammi funebri in suo onore (nn. 159, 160 e 161), altri due suoi epigrammi (nn. 273 e 274) appaiono a stampa ad Anversa in una grammatica latina per fanciulli intitolata "Lac puerorum". Si tratta delle sue prime composizioni databili. | |
| 1499 | Nel giugno Erasmo sbarca in Inghilterra, dove si tratterrà fino al gennaio 1500. In agosto More lo conduce a rendere omaggio al principe Enrico (il futuro Enrico VIII), allora in età di otto anni, al quale entrambi i visitatori offrono versi. Inizia da quell'incontro la loro fervida amicizia. | |
| 1501 | Il 14 novembre assiste nella cattedrale di San Paolo alle fastose nozze tra il principe di Galles Arturo e l'infanta Caterina d'Aragona, che descrive nella sua prima lettera superstite. Ammesso alla professione forense, dà lezioni di diritto a Furnival's Inn, una scuola dipendente da Lincoln's Inn; assolverà tale incarico fino al 1517. Prende stanza presso la Certosa di Londra, dividendo la severa vita dei monaci, per saggiare la propria vocazione ascetica. | |
| 1502 | Approfondisce lo studio del greco e gareggia con William Lily nel tradurre in versi latini diciotto carmi tratti dall'Anthologia Planudea; col titolo di Progymnasmata li pubblicherà nel 1518 in apertura della raccolta dei propri Epigrammata. | |
| 1503 | L'11 febbraio la regina Elisabetta muore di parto all'età di 37 anni; More detta in inglese un'elegia di compianto (A Ruefel Lamentation) sui mali del tempo. Thomas Granger, nonno materno di More, assume l'11 novembre la carica di sceriffo di Londra. | |
| 1504 | Si apre il 21 gennaio la sessione del Parlamento; More vi siede alla Camera dei Comuni. Dopo l'ottobre (e non oltre il gennaio 1505) sposa la diciassettenne Jane Colt, figlia maggiore di un gentiluomo di campagna dell'Essex; ha deciso di rinunciare al monastero per timore di cedere alla concupiscenza. La coppia si installa nel sobborgo di Bucklersbury sul Tamigi, nella casa detta The Barge («La scialuppa»), dove More abiterà fino al 1524. | |
| 1505 | Probabilmente il l° gennaio offre quale strenna la propria versione inglese della biografia di Giovanni Pico della Mirandola (dettata dal nipote Gianfrancesco) all'amica d'infanzia Joyce Lee (Leigh), che ha preso a Londra il velo delle clarisse. La versione sarà poi stampata a Londra intorno al 1510. Erasmo sosta per qualche mese in Inghilterra, ospite di More, e gareggia con lui nel tradurre alcuni dialoghi di Luciano; al secondo si debbono le versioni del Cinico, dell'Incredulo, del Negromante e del Tirannicida; a quest'ultimo testo More allega di suo una confutazione accademica. Circa in settembre nasce la primogenita Margaret, la prediletta «Marget» o «Meg», colta, affettuosa e devota (m. 1544), che viene allattata da «mother Giggs» insieme con la sorella di latte Margaret Giggs, che More crescerà in casa propria come una figlia. | |
| 1506 | In aprile More dedica la propria versione di "Luciano" al prelato e diplomatico Thomas Ruthal (m. 1523), che sarà dal 1509 vescovo di Durham; insieme alle traduzioni di Erasmo, quelle di More vedono la luce a Parigi, il 6 novembre, dai torchi di Josse Bade. Nasce la seconda figlia Elizabeth. | |
| 1507 | Fino al 29 settembre More è pensioner di Lincoln's Inn, dove assume poi funzione di butler (maestro di casa). Nasce la terza figlia Cecily. | |
| 1508 | Probabilmente nell'autunno compie il suo primo e breve viaggio sul continente, dove visita le Università di Parigi e Lovanio, interessandosi ai programmi e ai metodi didattici. | |
| 1509 | Il 21 aprile Muore a Richmond Enrico VII; l'incoronazione di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona (sposi l'11 giugno) ha luogo a Westminster il 24, More detta per l’evento un Carmen gratulatoriur in cinque componimenti latini (nn. 19-23). In agosto, reduci dall'Italia, giunge in Inghilterra Erasmo, il quale, ospite in casa di More, vi compone l'"Elogio della follia". In settembre More rappresenta i negozianti di Londra (la Mercers' Company, che il 21 novembre lo accoglierà fra i suoi membri) nelle trattative con la città di Anversa. Nasce John, quarto ed ultimo figlio, l'unico maschio, che morirà nel. 1547. | |
| 1510 | More rappresenta la City di Londra (21 gennaio) nel primo Parlamento convocato da Enrico VIII. È chiamato (3 settembre) alla carica di vice-sceriffo di Londra; siederà ogni giovedì mattina per giudicare le cause spicciole del tribunale municipale. È nominato docente (22 ottobre) a Lincoln's Inn per il ciclo di lezioni autunnale. Il cognato John Rastell (marito della sorella Elizabeth) stampa a Londra la versione di The Life of John Picus Erle of Mirandula. | |
| 1511 | I primi d'aprile Erasmo è daccapo ospite di More, cui dedica (9 giugno) l'"Elogio della follia", destinato a vedere la luce ad Anversa l'anno seguente. Tra il luglio e l'agosto muore, a soli 23 anni, la moglie Jane; dopo un solo mese di vedovanza, certo spinto dalla necessità di affidare a cure responsabili i suoi quattro bambini, si accasa con la quarantenne Alice Middleton, da due anni vedova di un mercer londinese, che ha con sé una figlia grandicella. Continua i corsi autunnali a Lincoln’s Inn. | |
| 1512 | Nel febbraio-marzo è daccapo deputato di Londra ai Comuni nel secondo Parlamento di Enrico VIII. | |
| 1513 | Chiamato (13 settembre) a far parte di una commissione incaricata di provvedere al restauro del ponte di Londra. Inizia la stesura della History of King Richard III, cui non darà l'ultima mano e che vedrà la luce postuma nel 1641. | |
| 1514 | Raggiunge a Lincoln’s Inn (1° novembre) il massimo grado accademico di lent reeder. | |
| 1515 | Chiamato a far parte (7 febbraio) della missione diplomatica inglese incaricata di negoziare nei Paesi Bassi il rinnovo dei patti commerciali, More figura fra i destinatari delle istruzioni regie (7 maggio). Partito da Londra il 12, insieme al segretario personale John Clement, giunge a Brugge il 17 e là, poco più tardi, rivede Erasmo. Nelle pause delle difficili trattative ha occasione di recarsi per consultazioni a Magonza (1° luglio), a Tournai, e di visitare a Malines (agosto) Hiëronymus Busleyden, nella sua splendida casa-museo. In settembre soggiorna ad Anversa presso Pieter Gilles, segretario della città, e in quello scenario colloca il dialogo del libro II di "Utopia", vergato appunto in quei mesi. Tornato a Brugge, il 20 ottobre vi data la lunga lettera polemica diretta a Martin van Dorp in difesa di Erasmo. Benché compreso nella rinnovata commissione regia del 2 ottobre, More non attende la firma del nuovo trattato politico e commerciale fra Inghilterra e Borgogna (sottoscritto soltanto il 24 gennaio 1516); il 23 ottobre aveva lasciato Brugge, il 24 era a Gravelines, diretto a Calais per l'imbarco verso la patria. | |
| 1516 | Scrive ad Erasmo (febbraio) di aver ricusato una pensione regia, che avrebbe compromesso la sua indipendenza professionale al servizio della Mercers' Company. Nel primo semestre stende il libro I di "Utopia". È nominato (10 giugno) consigliere legale della Commissione annonaria di Londra. Nuova sosta a Londra di Erasmo (dal 20 giugno), sempre ospite di More, che lo accompagnerà sulla via del ritorno fino a Rochester (21 agosto). In vista della pubblicazione, il 3 settembre, spedisce ad Erasmo il testo compiuto di "Utopia", distinta ancora con il titolo originario Nusquama; il 2 ottobre l'amico gli assicura il proprio interessamento per la stampa. Affidata al tipografo-editore Thierry Martens di Lovanio, l'Utopia vede la luce nel dicembre. | |
| 1517 | Il 4 gennaio un esemplare di "Utopia" a stampa è nelle mani di Lord Mountjoy, a Tournai. Nel marzo More è chiamato a far parte della commissione di vigilanza su pesi e misure e di quella delle decime. Una deliberazione regia (26 agosto) designa More con due colleghi (che tutti insieme il re qualifica our counciliours) a rappresentare l'Inghilterra in una controversia con la Francia per questioni di pirateria. La missione conduce More a Calais ai primi di settembre; L'otto settembre Erasmo scrive a Moro di avergli inviato in dono il ritratto suo e di Pieter Gilles dal 29 di quel mese corre lo stipendio di 100 sterline annue assegnatogli quale consigliere reale. Thomas Lupset cura a Parigi la seconda edizione di "Utopia" impressa (ottobre?) da Gilles de Gourmont. More rientra a Londra (20 dicembre). | |
| 1518 | Johann Froben stampa a Basilea (marzo) la terza e definitiva edizione di "Utopia", che reca in calce, con autonomo frontespizio, l'edizione principe degli "Epigrammata". Dal 5 marzo More risulta al servizio del re, quale membro del Consiglio privato, e al cadere d'aprile Erasmo gli scrive col rammarico di vederlo allontanato dagli studi e dagli amici. More si dimette (23 luglio) dalla carica di vicesceriffo. | |
| 1519 | Scrivendo ad Ulrich von Hutten (23 luglio), Erasmo delinea un affettuoso e lusinghiero ritratto di More. Gli eredi di Filippo Giunta ristampano a Firenze (luglio) la versione di Luciano e l'"Utopia". | |
| 1520 | E' chiamato (8 aprile) a far parte della commissione incaricata di ricevere l'imperatore e di rinnovare il trattato commerciale con l'Impero: muove da Greenwich (21 maggio). Al seguito del re, per incontrare a Dover Carlo V; si imbarca (31 maggio) col re per l'incontro con Francesco I di Francia («campo del Drappo d'oro», 7-24 giugno). Designato (10 giugno) a trattare gli accordi commerciali con le città anseatiche, si reca a Brugge (25 luglio), dove incontra Erasmo e Vives. Froben stampa a Basilea (dicembre) l'edizione definitiva degli "Epigrammata". | |
| 1521 | È nominato (2 maggio) cancelliere dello Scacchiere e vice-tesoriere d'Inghilterra; il suo stipendio annuo ascende ora a 173 sterline; è insignito del titolo di cavaliere, che lo autorizza a portare la collana d'oro con le S intrecciate e la rosa araldica dei Plantageneti. La figlia Margaret, sedicenne, sposa (2 luglio) William Roper (1496-1578), un giovane avvocato destinato a scrivere la prima e più sensibile biografia di More. È chiamato (25 luglio) a far parte di una missione diplomatica, che sbarca a Calais il 2 agosto e raggiunge Brugge il 14; là si intrattiene con Erasmo, Vives e Gaspare Contarini; trascorre parte di settembre a Calais e il 14 ottobre è rimandato in Inghilterra per riferire al re. | |
| 1522 | Convalescente da un'epidemia, riceve in dono dal re (8 maggio) la tenuta di South nel Kent. Recita a Londra (6 giugno) l'orazione ufficiale di benvenuto all'imperatore Carlo V. Intraprende, in gara con la figlia Margaret, un trattato ascetico su "The Four Last Things", che lascerà incompiuto e verrà pubblicato postumo nel 1557. | |
| 1523 | Con lo pseudonimo «Ferdinandus Baravellus» firma (13 febbraio) la dedica di una sua polemica "Responsio" contro Lutero; l'opera avrà una seconda edizione in settembre, con un'aggiunta di 60 pagine, sotto il nuovo pseudonimo di «Gulielmus Rosseus». È eletto (15 aprile) speaker della Camera dei Comuni nel quarto Parlamento di Enrico VIII. | |
| 1524 | Si installa, prima dell'ottobre, nella sua nuova, grande casa di Chelsea sul Tamigi. È nominato (10 giugno) high steward, cioè patrono e censore, dell'Università di Oxford. | |
| 1525 | Recita a Windsor (6 giugno) l'orazione di benvenuto al nuovo ambasciatore di Venezia Lorenzo Orio. Negozia e conclude (28-30 agosto) la tregua con la Francia. Si celebrano (29 settembre) le nozze simultanee della figlia Elizabeth con William Daunce e della figlia Cecily con Giles Heron, di cui More era tutore dal marzo 1523 e che per la sua fedeltà al cattolicesimo finirà sul patibolo nel 1540; lo stesso giorno assume le funzioni di cancelliere del ducato di Lancaster. È nominato (novembre) high steward anche dell'Università di Cambridge. | |
| 1526 | Ai primi dell'anno Margaret Giggs (1505-1570), figlia adottiva di More, sposa John Clement (m. 1572) già precettore nella sua casa. Lascia (24 gennaio) l'ufficio di cancelliere dello Scacchiere. Rientra (14 luglio) da una breve missione diplomatica in Francia. Il re gli concede (19 novembre) una prebenda ecclesiastica a Westminster. Giunge ospite a Chelsea il grande pittore Hans Holbein, che ritrarrà l'intero gruppo di famiglia e fisserà le sembianze di More in una celebre tavola. | |
| 1527 | Il vescovo di Londra Cuthbert Tunstall incarica More (marzo) di confutare le tesi dei riformati. Nominato (25 aprile) membro della commissione destinata a negoziare la pace con la Francia; al seguito del card. Wolsey, lascia Londra (3 luglio), sbarca a Calais (11 luglio), sosta ad Amiens e a Compiègne e il 24 settembre si imbarca per il rimpatrio. Il re gli rivela (ottobre) la propria decisione di ottenere il divorzio; More si schermisce, sostenendo che si tratta di un affare da teologi e da canonisti. | |
| 1528 | ||
| 1529 | Insieme a Tunstall è designato (30 giugno) a rappresentare l'Inghilterra alla conferenza di Cambrai con la Francia; lasciata Londra il l° luglio, il 4 è a Calais e il 5 a Cambrai, dove il 3 agosto viene firmata la Pace delle Dame; il 20 More ne dà relazione al re. John Rastell stampa a Londra (giugno) il "Dialogue Concernine Heresies". William Rastell (1508-1565), figlio del precedente, pubblica a Londra (settembre) "The Supplication of Souls". Caduto in disgrazia il card. Wolsey, More riceve a Greenwich (25 ottobre), dalle mani del re, il Gran sigillo e diventa cancelliere del regno; il suo stipendio sale a oltre 400 sterline annue. All'apertura del Parlamento (3 novembre) presiede ex officio la Camera dei Lords. Il figlio John sposa Anne Cresacre (1511-1577). | |
| 1530 | Rivede e completa il "Dialogue Concerning Heresies", in vista di una nuova edizione. Ai primi di dicembre si spegne il padre, John More. | |
| 1531 | William Rastelì pubblica (maggio) la seconda edizione del "Dialogue" contro le eresie. Nasce a Chelsea (8 agosto) il nipote e figlioccio Thomas More (m. 1606). | |
| 1532 | Adducendo a pretesto la cattiva salute, l'eccesso di lavoro e il compenso insufficiente, si dimette (16 maggio) dalla carica di cancelliere e il 19 consegna al re il Gran sigillo; in realtà, non si sente di appoggiare la condotta del sovrano nella questione del divorzio. Pubblica presso W. Rastell la prima parte (libri I-III) della "Confutation" delle tesi dell'eretico Wmiam Tyndale. Sottoscrive (7 dicembre) "A Letter Impugning the Erroneous Writing of John Fryth", in difesa della transustanziazione, che W. Rastell stamperà pochi mesi dopo. Costruisce la tomba di famiglia nella chiesa di Chelsea e vi trasporta i resti della prima moglie: un affettuoso epitaffio esprime la volontà di riposare accanto alle sue due consorti. | |
| 1533 | Il nipote Rastell pubblica (aprile) la diffusa "Apology" con cui More respinge le accuse di aver usato eccessiva durezza nella repressione dell'eresia. Anna Bolena viene incoronata regina a Westminster (1° giugno): More si esime dall'assistere alla cerimonia. Al cadere dell'anno ancora il Rastell stampa "The Debetiation of Salem and Bizance" contro gli errori dottrinari di Christopher Saint-German. Inizia (settembre) la stesura di "The Answer to a Poisoned Book […] Named the Supper of the Lord", opera di John Frith; Rastell lo darà in luce l'anno seguente. Lo stesso Rastell stampa la seconda parte (libri IV-VIII) della "Confutation di Tyndale". | |
| 1534 | Ha già redatto (marzo) una buona metà del "Treatise on the Passion", che apparirà in luce postumo nel 1557. Invitato a prender posizione netta nella controversia sul divorzio reale, si presenta (13 aprile) al palazzo arcivescovile di Lambeth e rifiuta di sottoscrivere l'«Atto di successione» (votato dai Lords il 23 marzo), non per la parte che legittima la successione dei discendenti dalle nuove nozze del re, ma per il preambolo che proclama la supremazia sovrana sulla Chiesa d'Inghilterra e instaura, di fatto, lo scisma. Viene carcerato (17 aprile) nella Torre di Londra; ammalato, sofferente, ma sereno, è confortato dalle affettuose visite della figlia Margaret; compone vari scritti di meditazione e di ascesi religiosa. | |
| 1535 | Nel corso di quattro drammatici interrogatori (30 aprile, 7 maggio, 3 e 14 giugno), tiene testa con pacata fermezza alle minacce e alle blandizie dei giudici asserviti al monarca. Viene condannato a morte (Westminster, (l° luglio) sotto l'imputazione «di aver parlato del re in modo malizioso, traditoresco e diabolico». Scrive (5 luglio) l'ultima lettera a Margaret, benedicendo tutti i suoi cari. Il 6 luglio, alle 9 del mattino, viene decapitato sulla Tower Hill per gentile concessione del re, che gli risparmia l'impiccagione inflitta ai traditori; la sua testa mozzata viene esposta sul Ponte di Londra, rimpiazzando quella del card. John Fisher, che era stata troncata il 22 giugno. Un'ondata di sdegno e di commiserazione corre l'Europa: una Expositio fidelis del suo comportamento e del supplizio patito con inflessibile animo circolò largamente, a partire dal 23 luglio, sotto il nome sibillino di «Philippus Montanus», che cela forse quello illustre di Erasmo; largamente nota fu anche la lettera di eguale argomento spedita il 9 agosto dal cardinale Niccolò Schönberg al card. Marino Caracciolo. Vari scritti ascetici vergati da More in carcere videro la luce postumi.
Nel 1889 papa Leone XIII lo beatificò e nel 1935 (19 maggio), quarto centenario del supplizio, Pio XI lo proclamò assunto fra i santi. |
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