San Tommaso Moro

"Il giusto sarà ricordato per sempre” Salmo 112,6;

Ti supplico, Dio onnipotente, per tutti noi che vogliamo scrivere. Accordarci la grazia di scrivere bene, o almeno di volerlo fare con le migliori intenzioni. Fa che anche gli scrittori imparino, come tutti i comuni mortali, a correggersi delle loro colpe e a vivere una vita buona. Aiutarci a pregare gli uni per gli altri affinché tu, Signore Dio, ci dia la grazia quaggiù e la gloria lassù. Amen.

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Cronologia delle Opere di Thomas More

  • 1497
    Muore (1° settembre) Henry Abyngdon, organista del re, e More compone tre epigrammi funebri in suo onore (nn. 159, 160 e 161), altri due suoi epigrammi (nn. 273 e 274) appaiono a stampa ad Anversa in una grammatica latina per fanciulli intitolata "Lac puerorum". Si tratta delle sue prime composizioni databili.
  • 1502
    Approfondisce lo studio del greco e gareggia con William Lily nel tradurre in versi latini diciotto carmi tratti dall'"Anthologia Planudea"; col titolo di "Progymnasmata" li pubblicherà nel 1518 in apertura della raccolta dei propri "Epigrammata"
  • 1503
    La regina Elisabetta muore di parto (11 febbraio) in età di 37 anni; More detta in inglese un'elegia di compianto (A Ruefel Lamentation) sui mali del tempo.
  • 1505
    Probabilmente il l° gennaio offre quale strenna la propria versione inglese della "Biografia di Giovanni Pico della Mirandola" (dettata dal nipote Gianfrancesco) all'amica d'infanzia Joyce Lee (Leigh), che ha preso a Londra il velo delle clarisse. La versione sarà poi stampata a Londra intorno al 1510.
    Erasmo sosta per qualche mese in Inghilterra, ospite di More, e gareggia con lui nel tradurre alcuni dialoghi di Luciano; al secondo si debbono le versioni del Cinico, dell'Incredulo, del Negromante e del Tirannicida; a quest'ultimo testo More allega di suo una confutazione accademica.
  • 1506
    More dedica (aprile) la propria versione di Luciano al prelato e diplomatico Thomas Ruthal (m. 1523), che sarà dal 1509 vescovo di Durham; insieme alle traduzioni di Erasmo, quelle di More vedono la luce a Parigi, il 6 novembre, dai torchi di Josse Bade.
  • 1509
    Muore a Richmond (21 aprile) Enrico VII; l'incoronazione di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona (sposi l'11 giugno) ha luogo a Westminster il 24, More detta per l’evento un Carmen gratulatoriur in cinque componimenti latini (nn. 19-23).
  • 1510
    Il cognato John Rastell (marito della sorella Elizabeth) stampa a Londra la versione di The Life of John Picus Erle of Mirandula.
  • 1513
    Inizia la stesura della "History of King Richard III", cui non darà l'ultima mano e che vedrà la luce postuma nel 1641.
  • 1515
    Chiamato a far parte (7 febbraio) della missione diplomatica inglese incaricata di negoziare nei Paesi Bassi il rinnovo dei patti commerciali, More figura fra i destinatari delle istruzioni regie (7 maggio).
    Partito da Londra il 12, insieme al segretario personale John Clement, giunge a Brugge il 17 e là, poco più tardi, rivede Erasmo.
    Nelle pause delle difficili trattative ha occasione di recarsi per consultazioni a Magonza (1° luglio), a Tournai, e di visitare a Malines (agosto) Hiëronymus Busleyden, nella sua splendida casa-museo.
    In settembre soggiorna ad Anversa presso Pieter Gilles, segretario della città, e in quello scenario colloca il dialogo del libro II di Utopia, vergato appunto in quei mesi.
    Tornato a Brugge, il 20 ottobre vi data la lunga lettera polemica diretta a Martin van Dorp in difesa di Erasmo.
  • 1516
    Nel primo semestre stende il libro I di Utopia.
    In vista della pubblicazione,  il 3 settembre, spedisce ad Erasmo il testo compiuto di "Utopia", distinta ancora con il titolo originario Nusquama; il 2 ottobre l'amico gli assicura il proprio interessamento per la stampa.
    Affidata al tipografo-editore Thierry Martens di Lovanio, "Utopia" vede la luce nel dicembre.
  • 1517
    Thomas Lupset cura a Parigi la seconda edizione di "Utopia" impressa (ottobre?) da Gilles de Gourmont.
  • 1518
    Johann Froben stampa a Basilea (marzo) la terza e definitiva edizione di "Utopia", che reca in calce, con autonomo frontespizio, l'edizione principe degli "Epigrammata".
  • 1519
    Gli eredi di Filippo Giunta ristampano a Firenze (luglio) la versione di Luciano e "Utopia".
  • 1520
    Froben stampa a Basilea (dicembre) l'edizione definitiva degli "Epigrammata".
  • 1522
    Intraprende, in gara con la figlia Margaret, un trattato ascetico su "The Four Last Things", che lascerà incompiuto e verrà pubblicato postumo nel 1557.
  • 1523
    Con lo pseudonimo «Ferdinandus Baravellus» firma (13 febbraio) la dedica di una sua polemica "Responsio contro Lutero"; l'opera avrà una seconda edizione in settembre, con un'aggiunta di 60 pagine, sotto il nuovo pseudonimo di «Gulielmus Rosseus».
  • 1529
    John Rastell stampa a Londra (giugno) il "Dialogue Concernine Heresies".
    William Rastell (1508-1565), figlio del precedente, pubblica a Londra (settembre) "The Supplication of Souls".
  • 1530
    Rivede e completa il "Dialogue Concerning Heresies", in vista di una nuova edizione.
  • 1531
    William Rastell pubblica (maggio) la seconda edizione del "Dialogue" contro le eresie.
  • 1532
    Pubblica presso W. Rastell la prima parte (libri I-III) della Confutation delle tesi dell'eretico Wmiam Tyndale.
    Sottoscrive (7 dicembre) "A Letter Impugning the Erroneous Writing of John Fryth", in difesa della transustanziazione, che W. Rastell stamperà pochi mesi dopo.
  • 1533
    Il nipote Rastell pubblica (aprile) la diffusa Apology con cui More respinge le accuse di aver usato eccessiva durezza nella repressione dell'eresia.
    Al cadere dell'anno ancora il Rastell stampa "The Debetiation of Salem and Bizance" contro gli errori dottrinari di Christopher Saint-German.
    Inizia (settembre) la stesura di "The Answer to a Poisoned Book […] Named the Supper of the Lord", opera di John Frith; Rastell lo darà in luce l'anno seguente.
    Lo stesso Rastell stampa la seconda parte (libri IV-VIII) della Confutation di Tyndale.
  • 1534
    Redige (marzo) una buona metà del "Treatise on the Passion", che apparirà in luce postumo nel 1557.
    Compone vari scritti di meditazione e di ascesi religiosa tra cui il Dialogo del conforto nelle tribolazioni.