San Tommaso Moro

"Il giusto sarà ricordato per sempre” Salmo 112,6;

Il posto rilevante che la vita, l’opera e il martirio di Thomas More occuparono ed occupano tutt’oggi in Italia può essere visto sicuramente come il frutto di un interesse ed un’attrazione, a volte irresistibile, verso la figura del Cancelliere inglese che ha contribuito non solo a far conoscere, ma anche ad approfondire alcuni aspetti fondamentali della sua complessa esistenza.

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La Comunità dei Figli di Dio

La comunità dei Figli di DioLa Comunità fondata da don Divo Barsotti, presente in Italia e all'estero, è costituita da sacerdoti e laici che, in famiglia o in piccole case di vita comune, vivono in unione con Dio una presenza cristiana nel mondo. La Comunità dei Figli di Dio è una famiglia religiosa che vuole offrire la possibilità di vivere come veri figli della Chiesa e di realizzare quello che la Chiesa stessa realizza: l'universalità della sua missione. Vuole cioè realizzare l'unità fra tutti gli uomini, non escludendo nessuno, ma accettando tutte le anime di buona volontà senza fare difficoltà di condizione, di età, di stato di vita. La Comunità non vuole creare un élite in seno alla Chiesa, ma vuol far vivere veramente, nella Chiesa, la sua cattolicità. E vuole vivere nel mondo il mistero dell'adozione filiale basandosi su quelli che da sempre sono nella Chiesa i fondamenti della spiritualità monastica: preghiera, ascolto della Parola di Dio, contemplazione, vita liturgica e sacramentale. I membri della Comunità non si ritirano negli eremi, ma vivono da monaci nel mondo, in mezzo agli uomini e nelle strutture sociali. Lavorano negli uffici, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle case; sono uomini e donne, sono giovani e anziani, sono sposati e sono non sposati: uniti in un'unica famiglia mediante una consacrazione grazie alla quale si donano e si consegnano al Verbo di Dio, alla Vergine Madre e alla Chiesa. Vogliono che ogni attività umana sia consacrata al Signore: sono al servizio di Dio per essere ovunque testimoni di Cristo. La Comunità non ha opere particolari: in qualunque stato sociale e dovunque si trovino i suoi membri, la loro vita vuole essere una testimonianza di Cristo, pura trasparenza di Dio. La Comunità è nata nel 1946, sotto la direzione del padre Barsotti, che indicò immediatamente un preciso programma di vita: una vita vissuta interamente nella Divina Presenza e fondata soprattutto sulla preghiera; si richiedeva una preparazione anche culturale (era raccomandata almeno un'ora settimanale di studio); e poi una giornata al mese di ritiro e un incontro di gruppo ogni settimana. Il Padre impostava la vita della Comunità sulla lettura e sulla meditazione della Sacra Scrittura, sull'esercizio delle virtù teologali, sottolineando il primato dei valori contemplativi. Venivano così esposti subito i capisaldi della spiritualità: semplicità e libertà interiore, adesione alle varie realtà della vita, impegno totale, carità fraterna, rapporto di intimità con Dio. Questo monachesimo interiorizzato era una vera e propria novità: i valori della vita contemplativa non erano più un'esclusiva degli eremiti ritirati nelle clausure, perché le parole della Scrittura "occorre pregare sempre" sono rivolte a tutti. Pian piano la Comunità andò crescendo, il piccolo seme sta ora diventando un grande albero che vuol essere piantato nel cuore del mondo. Anche la struttura della Comunità si andò delineando sempre più chiaramente, costituendosi come famiglia comprendente vari stati di vita: · laici che vivono nel mondo, sposati o non sposati, e sacerdoti che, dopo un periodo di preparazione, si consacrano a Dio nella Comunità (primo ramo); · sposi che intendono impegnarsi a vivere il Vangelo nella famiglia, e fanno i voti di povertà, castità coniugale e obbedienza (secondo ramo); · laici non sposati che, vivendo nel mondo, intendono vivere la propria donazione a Dio professando i voti religiosi di povertà, castità e obbedienza (terzo ramo); · vita religiosa nelle Case di vita comune, con fratelli e sorelle che lasciano tutto per vivere la vita tipicamente monastica, basata sulla preghiera, sul silenzio, sul lavoro, sullo studio. È il quarto ramo.


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