Quanto sia stata profonda la devozione di San Tommaso Moro per l'Eucaristia è ancora tutto da raccontare. Egli visse la realtà del Sacramento adeguando la sua intera esistenza al mistero della passione, morte e resurrezione di Gesù, fu il primo e più grande difensore in Europa della presenza reale di Cristo nel Sacramento contro riformatori del calibro di Lutero, Tyndale, Frith, Barnes ed altri, le sue opere sono dense di richiami eucaristici. L'ultimo anno della sua vita in carcere scrisse il Trattato per ricevere degnamente il Corpo del Signore. Ma non saremo fedeli alla verità storica se ci limitassimo a registrare la presenza di questa devozione nella vita di Moro è quanto essa abbia contribuito al perfezionamento delle sue virtù, se non prendessimo in considerazione la sua esperienza spirituale come una testimonianza di laicità eucaristica. Lo scopo di questa pubblicazione è quello di indagare e portare sul banco degli studiosi tale significarivo ù locus theologicus che ricaviamo dalla vita e dal pensiero di Tommaso Moro.
Giuseppe Gangale, sposato, padre di due figli, è nato a Carfizzi nel 1965 e vive a Crotone. Dopo aver conseguito il doploma accademico di Magistero in Scienze Religiose presso la facoltà di Teologia dell'Ateneo Romano della Santa Croce, si è impegnato nell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole dello Stato. E' direttore della rivista e del progetto Morìa. Il suo interesse si concentra sugli studi agiografici, in particolare sulla diffusione del pensiero di San Tommaso Moro, su cui come responsabile del Centro Internazionale Thomas More, sede di Crotone, ha scritto numerosi articoli diventandone promotore dell'opera omnia in lingua italiana.
E' autore, tra l'altro, de La clava e il telescopio, Trattato breve di cose ecologiche (Breughel 1987); Lodate il Signore, Speranza dei confini della terra e dei mari lontani (Porziuncola, 1987); Allegri e virtuosi, confidenze tra padri (Grafite, 2000); Priscilla e Aquila. Apostoli di vita coniugale (OCD, 2008)


