San Tommaso Moro

"Il giusto sarà ricordato per sempre” Salmo 112,6;

«More è uno che coltiva gli studi con passione - al punto che non c'è viaggio da intraprendere, nè affari da trattare, per quanto numerosi e difficili, che possono strappargli i libri di mano»


Erasmo da Rotterdam, Lettera a Guillaume Budè

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L'uomo in Cristo

L'uomo in Cristo di Giuseppe ComoCapitolo secondo Thomas More: il cristiano di fronte al morire, breve nota biografia. Thomas More nasce a Londra il 7 febbraio 1478. Studia ad Oxford e diritto a Londra; nel 1501 comincia ad esercitare la professione forense. Due anni prima aveva conosciuto un altro grande protagonista dell'umanesimo cristiano del Rinascimento, Erasmo da Rotterdam, con il quale strinse una salda amicizia, e che a sua volta lo considerava «il mio amico di gran lunga più affascinante e più caro». Nel 1504 (o 1505) sposa Jane Colt, dalla quale ha tre figlie e un figlio. Negli stessi anni entra nel Parlamento della Corona e nel 1510 è nominato vicesceriffo di Londra. Nel 1511, rimasto vedovo, sposa Alice Middleton. Nel 1518 entra nel Consiglio del Re (King's Council) e nel 1521 diventa Cavaliere (Kny-ght). Nel 1523 è speaker alla Camera dei Comuni, nel 1529 è ambasciatore d'Inghilterra alla pace di Cambrai, uno dei successi di cui andò più fiero. Nell'ottobre dello stesso anno è nominato Lord Cancelliere d'Inghilterra, massima carica politica del Regno, da cui si dimette nel maggio del 1532, adducendo motivi di salute, in realtà per il desiderio di non essere coinvolto con la rottura nei confronti della Chiesa di Roma che il Re andava preparando. Il 13 aprile 1534 viene chiamato nella residenza londinese dell'Arcivescovo di Canterbury per sottoscrivere con giuramento l'Atto di Successione, cioè il decreto del Parlamento che sancisce il diritto al trono per i discendenti di Enrico VIII e Anna Bolena, sposata dal re contro il parere del Papa dopo il divorzio da Caterina d'Aragona. More dichiara di non aver nulla contro l'Atto in sé, ma di non poter giurare secondo la formula prescritta, «senza esporre l'anima mia al pericolo di dannazione eterna»; viene arrestato e rinchiuso nella Torre di Londra. Il 3 novembre 1534 viene promulgato l'Atto di Supremazia, che dichiara il Re capo supremo della Chiesa d'Inghilterra; interrogato in proposito, More dichiara di non voler esprimere alcun parere. Il 1 luglio 1535 viene sottoposto a processo, durante il quale il procuratore del re dichiara falsamente di averlo sentito pronunciarsi contro l'Atto di Supremazia. Thomas More viene condannato a morte e decapitato il 6 luglio 1535. Verrà canonizzato nel 1935 da papa Pio XI.

Giuseppe Como sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in teologia, insegna Teologia spirituale presso il Seminario Arcivescovile di Milano e presso il Centro Studi di Spiritualità della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.