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Scheda biografica

 

1474

John More,

 

 

Padre di Thomas More, magistrato di piccola nobiltà,
sposa il 24 aprile di quest'anno Agnes Granger,
che in sette anni dal 1475 al 1482 gli darà alla luce ben sei figli.

 

1477

Nascita di Tommaso More:

1477 o 1478?

Francis Murray, nel "The Tablet" del 15 gennaio 1977, scisse che gli “Amici Thomae Mori”, per celebrare il quinto centenario di More, hanno scelto il 1977 come data corretta. Reagendo a questo annuncio nel numero in uscita il 29 gennaio seguente, Canon A. de Zulueta e Stephen Ryle considerano il 1978 l’anno più adatto, perché il 1478 è la data comunemente accettata per la nascita di More, è quella che Chambers sostiene, è quella iscritta in oro sulla statua a Chelsea. Ryle ci invita a “provare che la data di nascita sia il 1477”, e l’intervento personale ... 

(segue articolo)

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   Nascita di Tommaso Moro

Londra al tempo di  Moro

Secondogenito dopo la sorella Joan,
il 7 febbraio 1477 (o 1478?) nasce a Londra
Thomas More

 

 

1490

cardinale John Morton

(1420? – 1500)

More entra come paggio in casa di John Morton,
cancelliere d'Inghilterra
e futuro cardinale, per impararv

A circa dodici anni, seguendo una diffusa consuetudine, Tommaso Moro venne mandato dal padre a servire come paggio nella casa londinese del cardinale John Morton, arcivescovo di Canterbury e cancelliere del regno dal 1487, «uno dei più saggi e colti prelati d’Inghilterra. E lì, giovanissimo, durante le recite di Natale si divertiva ad intromettersi fra i commedianti, e, senza essersi preparato, improvvisava una parte, che divertiva gli spettatori più di quelle recitate dagli attori stessi. E il Cardinale, compiacendosi della vivacità del suo ingegno come della dolcezza del suo carattere, era solito dire ai suoi nobili convitati: “Questo paggio che attende ora al mio servizio stupirà tutti quelli che vivranno abbastanza per vederlo uomo”» (W. ROPER, Vita di Sir Thomas More, trad. it. di Marialisa Bertagnoni, Morcelliana, Brescia 1963, p. 19). Di questo grande umanista Moro fa nel primo libro di Utopia un simpaticissimo e vivido ritratto, in cui si percepisce non solo l’ammirazione ma anche la riconoscenza che nutriva nei suoi confronti. Le lodi che Moro rivolge al Cardinale vengono fatte pronunciare dal navigatore Raffaele Hitloday, il quale racconta che: «Durante la mia permanenza laggiù dovevo molta gratitudine, e ancor oggi ne debbo, a Giovanni Morton (Moro lo conosce bene), arcivescovo di Canterbury e cardinale, e in quel tempo anche cancelliere d'Inghilterra; un uomo, mio caro Pietro, non sai se più venerando per la sua alta dignità o per la prudenza e saggezza che possedeva. Lo rammento: di statura non alta, conservava un portamento drittissimo nonostante l'età molto avanzata, e il suo volto inspirava assai più rispetto che timore. Affabilissimo nella conversazione, e tuttavia serio e profondo, talvolta si divertiva a rivolgere parole un po' dure a chi troppo lo sollecitava con suppliche, senza mai offendere, e solo per iscoprire quale carattere e arditezza d'animo ciascuno sapesse all'occorrenza mostrare. Di quest'ultima virtù, così confacente alla sua natura, egli si compiaceva assai, ritenendola sommamente utile negli affari, purché naturalmente non desse nella sfrontatezza. Parlatore garbato e convincente, Morton era assai versato nella giurisprudenza, e insieme a un mirabile ingegno possedeva una prodigiosa memoria, qualità, questa, già egregia per natura, che egli aveva saputo accrescere con lo studio assiduo e il continuo esercizio. Come bene s'addimostrava in ogni circostanza, il Re riponeva la più gran fiducia nei suoi consigli, e quando io mi trovavo in Inghilterra egli era di grande aiuto allo stato. Del resto Morton fin dalla prima giovinezza non aveva fatto altro che passare dalla scuola alla corte, cosicché, per tutta intera la vita, s'era trovato in mezzo ai più gravi affari di governo. Continuamente percosso e sballottato dai mutevoli flussi della fortuna, egli aveva ben imparato tra grandi e frequenti pericoli a conoscer la vita, insegnamento che, una volta appreso, non si dimentica tanto facilmente».

 

1492

 

“L’amore per lo studio”

All'Università di Oxford segue gli studi di umanità.

Secondo William Roper, il genero di More, fu il Cardinale Morton che volle mandare Thomas ad Oxford, probabilmente al Canterbury College, oggi Christ Church, ad approfondirvi gli studi. Architettonicamente, Oxford allora doveva essere stupenda. Ma la vita che si faceva era austera e frugale, improntata ai costumi del medioevo. Le ore di ogni giovane studioso erano lunghe, con la levata alle cinque per il servizio divino prima della lezione mattutina (e forse con un’altra lezione alle nove), per affrontare una giornata che prevedeva studio fra pranzo e cena seguito da un ulteriore impegno sui libri fino al ritiro nella propria camera alle otto o alle nove. Gli studenti consumavano i pasti insieme in tavolate in comune, una campana o un coro annunciavano il pranzo alle dieci o alle undici di mattina e la cena alle cinque; nella conversazione era consentito solo il latino, e naturalmente ogni giorno si era tenuti ad assistere alla messa. Finito lo studio e prima di ritirarsi per la notte, la comunità salmodiava nel salone il Salve Regina o qualche altra antifona alla Vergine Maria. Nel primo anno di università i giovani iniziavano a cimentarsi con il trivium, che comprendeva grammatica, retorica e logica. Queste erano le «arti liberali», distinte dallo studio della teologia, con particolare attenzione alla logica o alla dialettica. Il programma doveva durare due anni, e poiché More rimase ad Oxford per un periodo analogo, dal 1492 al 1494, l’aveva probabilmente completato. I testi che doveva leggere comprendevano la Retorica di Aristotele (alla quale erano dedicati tre trimestri), i Topici di Boezio, la Nova retorica di Cicerone, come pure una selezione di opere di Pisciano e Ovidio. Il metodo d’insegnamento era organizzato con la stessa precisione del curriculum. L’insegnamento era basato sugli strumenti tradizionali della lezione e della discussione; le lezioni si tenevano in genere alle sei del mattino, quando il docente prendeva il libro stabilito per quella parte del programma e ne esponeva il significato. Egli era tenuto a fornire interpretazioni, a glossarlo, e a organizzare l’approccio mediante un certo numero di quaestiones, cioè di problemi posti dal testo stesso. I libri erano ascoltati piuttosto che letti. Evidentemente l’approccio poteva essere molto formalizzato e limitato, in questo poco diverso dall’insegnamento meccanico della scuola elementare; ma i docenti capaci avevano l’opportunità di formulare glosse e interpretazioni innovative. In altre giornate si tenevano le discussioni – nel dies disputabilis invece che nel dies legibilis – e una volta ancora il giovane More veniva coinvolto nel mondo dell’oratoria formale e del pubblico dibattito. Di fronte ai giovani allievi, studenti del secondo e del terzo anno, i maestri e i bacellieri erano tenuti a sostenere entrambi i lati di una proposizione o di una tesi – solitamente a un proponente si contrapponevano due oppositori – finché un giudizio finale, o determinatio, veniva formulato dal maestro che presiedeva (cfr., P. ACKROYD, Concentrato sui suoi libri, in Thomas More. Una sfida alla modernità, trad. it. di Luca Cafiero, Frassinelli 2001, p. 36-37). Ad Oxford cominciò pure a conoscere il greco, il francese, l’aritmetica, la geometria, e inoltre a suonare il flauto e il violino. Più tardi scriverà che da studente egli non aveva potuto permettersi i soliti divertimenti, per la ragione che anche per le spese più necessarie doveva scrivere al padre a Londra. «Il padre di More, poiché voleva che il figlio fosse ben educato, desiderò che fin da piccolo imparasse la frugalità e l’astemia, così che niente potesse interferire con il suo amore per lo studio e la letteratura. Per questa ragione, nonostante avesse tutto ciò che era necessario, a More non fu concesso nemmeno di avere un soldo a disposizione. Il dominio del padre su di lui era così forte che More non aveva neanche i soldi per riparare gli stivali, a meno che non ne facesse espressa richiesta. In età matura More era solito parlare della condotta del padre e la elogiava molto. Perciò è accaduto (avrebbe detto) che non sono incorso in alcun vizio o vano piacere, che non abbia speso il mio tempo in passatempi pericolosi od oziosi, che non abbia neppure conosciuto il significato della stravaganza e della lussuria, che non abbia imparato ad usare i soldi per scopi cattivi, infine, che non abbia amato o pensato altro se non i miei studi»

 (T. STAPLETON, The life of Sir Thomas More, cap. I, Birth, Education and Studies, Edited by E.E. Reynolds, Burns & Oates, 1966, p. 3)

 

 

1493

Nel New Inn di Londra inizia lo studio del diritto.

 

1496

Il 12 febbraio si trasferisce da New Inn al più prestigioso Lincoln's Inn,
perfezionando la sua preparazione giuridica.
Vi resterà fino al 1500.

 

1497

 L'uno settembre, muore Henry Abyngdon, organista del re,
e More compone tre epigrammi funebri in suo onore (nn. 159, 160 e 161), altri due suoi epigrammi (nn. 273 e 274)
appaiono a stampa ad Anversa in una grammatica latina per fanciulli intitolata "Lac puerorum".
Si tratta delle sue prime composizioni databili.

 

1499

Nel giugno Erasmo sbarca in Inghilterra, dove si tratterrà fino al gennaio 1500.
In agosto More lo conduce a rendere omaggio al principe Enrico (il futuro Enrico VIII), allora in età di otto anni, al quale entrambi i visitatori offrono versi.
Inizia da quell'incontro la loro fervida amicizia.

 

1501

Il 14 novembre assiste nella cattedrale di San Paolo alle fastose nozze tra il principe di Galles Arturo e l'infanta Caterina d'Aragona, che descrive nella sua prima lettera superstite.
Ammesso alla professione forense, dà lezioni di diritto a Furnival's Inn, una scuola dipendente da Lincoln's Inn; assolverà tale incarico fino al 1517.
Prende stanza presso la Certosa di Londra, dividendo la severa vita dei monaci, per saggiare la propria vocazione ascetica.

 

1502

Approfondisce lo studio del greco e gareggia con William Lily nel tradurre in versi latini  diciotto carmi tratti dall'Anthologia Planudea;
col titolo di Progymnasmata li pubblicherà nel 1518 in apertura della raccolta dei propri Epigrammata.

Epitaffi

159.    Epitaffio di Abyngdon, il Cantore

Possa il divino cantore Henry Abyngdon attrarre i tuoi occhi su questa iscrizione; una volta egli attraeva i tuoi orecchi con la musica.
Non molto tempo fa, egli cantava insuperato con voce mirabile e suonava 1'organo con incomparabile maestria.
Prima fu il vanto della chiesa di Wells, poi il re voile che rendesse famosa la sua cappella reale.
Ora Iddio lo ha rapito al re e lo ha assunto tra gli astri, perché aggiunga gloria agli stessi abitanti del cielo.

     Altri Epitaffi

 
 

1503

L'11 febbraio la regina Elisabetta muore di parto all'età di 37 anni;
More detta in inglese un'elegia di compianto (A Ruefel Lamentation) sui mali del tempo.
Thomas Granger, nonno materno di More, assume l'11 novembre la carica di sceriffo di Londra.
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Lamentation

 

1504

Si apre il 21 gennaio la sessione del Parlamento; More vi siede alla Camera dei Comuni.
Dopo l'ottobre (e non oltre il gennaio 1505) sposa la diciassettenne Jane Colt, figlia maggiore di un gentiluomo di campagna dell'Essex;
ha deciso di rinunciare al monastero per timore di cedere alla concupiscenza.
La coppia si installa nel sobborgo di Bucklersbury sul Tamigi, nella casa detta The Barge («La scialuppa»), dove More abiterà fino al 1524.

 

1505

Probabilmente il l° gennaio offre quale strenna la propria versione inglese della biografia di Giovanni Pico della Mirandola (dettata dal nipote Gianfrancesco)
all'amica d'infanzia Joyce Lee (Leigh), che ha preso a Londra il velo delle clarisse.
La versione sarà poi stampata a Londra intorno al 1510.
Erasmo sosta per qualche mese in Inghilterra, ospite di More, e gareggia con lui nel tradurre alcuni dialoghi di Luciano; al secondo si debbono le versioni del Cinico,
dell'Incredulo, del Negromante e del Tirannicida; a quest'ultimo testo More allega di suo una confutazione accademica.
Circa in settembre nasce la primogenita Margaret, la prediletta «Marget» o «Meg», colta, affettuosa e devota (m. 1544),
che viene allattata da «mother Giggs» insieme con la sorella di latte Margaret Giggs, che More crescerà in casa propria come una figlia.

 

1506

In aprile More dedica la propria versione di "Luciano" al prelato e diplomatico Thomas Ruthal (m. 1523), che sarà dal 1509 vescovo di Durham;
insieme alle traduzioni di Erasmo, quelle di More vedono la luce a Parigi, il 6 novembre, dai torchi di Josse Bade.
Nasce la seconda figlia Elizabeth.

 

1507

Fino al 29 settembre More è pensioner di Lincoln's Inn, dove assume poi funzione di butler (maestro di casa).
Nasce la terza figlia Cecily.

 

1508

Probabilmente nell'autunno compie il suo primo e breve viaggio sul continente, dove visita le Università di Parigi e Lovanio, interessandosi ai programmi e ai metodi didattici.

 

1509

Il 21 aprile Muore a Richmond Enrico VII;
l'incoronazione di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona (sposi l'11 giugno) ha luogo a Westminster il 24,
More detta per l’evento un Carmen gratulatoriur in cinque componimenti latini (nn. 19-23).
In agosto, reduci dall'Italia, giunge in Inghilterra Erasmo, il quale, ospite in casa di More, vi compone l'"Elogio della follia".
In settembre More rappresenta i negozianti di Londra (la Mercers' Company, che il 21 novembre lo accoglierà fra i suoi membri) nelle trattative con la città di Anversa.
Nasce John, quarto ed ultimo figlio, l'unico maschio, che morirà nel. 1547.

 

1510

More rappresenta la City di Londra (21 gennaio) nel primo Parlamento convocato da Enrico VIII.
È chiamato (3 settembre) alla carica di vice-sceriffo di Londra; siederà ogni giovedì mattina per giudicare le cause spicciole del tribunale municipale.
È nominato docente (22 ottobre) a Lincoln's Inn per il ciclo di lezioni autunnale.
Il cognato John Rastell (marito della sorella Elizabeth) stampa a Londra la versione di The Life of John Picus Erle of Mirandula.

 

1511

I primi d'aprile Erasmo è daccapo ospite di More, cui dedica (9 giugno) l'"Elogio della follia", destinato a vedere la luce ad Anversa l'anno seguente.
Tra il luglio e l'agosto muore, a soli 23 anni, la moglie Jane; dopo un solo mese di vedovanza, certo spinto dalla necessità di affidare a cure responsabili i suoi quattro bambini,
si accasa con la quarantenne Alice Middleton, da due anni vedova di un mercer londinese, che ha con sé una figlia grandicella. Continua i corsi autunnali a Lincoln’s Inn.

 

1512

Nel febbraio-marzo è daccapo deputato di Londra ai Comuni nel secondo Parlamento di Enrico VIII.

 

1513

Chiamato (13 settembre) a far parte di una commissione incaricata di provvedere al restauro del ponte di Londra.
Inizia la stesura della History of King Richard III, cui non darà l'ultima mano e che vedrà la luce postuma nel 1641.

 

1514

Raggiunge a Lincoln’s Inn (1° novembre) il massimo grado accademico di lent reeder.

 

1515

Chiamato a far parte (7 febbraio) della missione diplomatica inglese incaricata di negoziare nei Paesi Bassi il rinnovo dei patti commerciali,
More figura fra i destinatari delle istruzioni regie (7 maggio).
Partito da Londra il 12, insieme al segretario personale John Clement, giunge a Brugge il 17 e là, poco più tardi, rivede Erasmo.
Nelle pause delle difficili trattative ha occasione di recarsi per consultazioni a Magonza (1° luglio), a Tournai, e di visitare a Malines (agosto) Hiëronymus Busleyden, nella sua splendida casa-museo.
 In settembre soggiorna ad Anversa presso Pieter Gilles, segretario della città, e in quello scenario colloca il dialogo del libro II di "Utopia", vergato appunto in quei mesi.
Tornato a Brugge, il 20 ottobre vi data la lunga lettera polemica diretta a Martin van Dorp in difesa di Erasmo.
Benché compreso nella rinnovata commissione regia del 2 ottobre, More non attende la firma del nuovo trattato politico e commerciale fra Inghilterra e Borgogna (sottoscritto soltanto il 24 gennaio 1516);
il 23 ottobre aveva lasciato Brugge, il 24 era a Gravelines, diretto a Calais per l'imbarco verso la patria.

 

1516

Scrive ad Erasmo (febbraio) di aver ricusato una pensione regia, che avrebbe compromesso la sua indipendenza professionale al servizio della Mercers' Company.
Nel primo semestre stende il libro I di "Utopia".
È nominato (10 giugno) consigliere legale della Commissione annonaria di Londra.
Nuova sosta a Londra di Erasmo (dal 20 giugno), sempre ospite di More, che lo accompagnerà sulla via del ritorno fino a Rochester (21 agosto).
In vista della pubblicazione, il 3 settembre, spedisce ad Erasmo il testo compiuto di "Utopia", distinta ancora con il titolo originario Nusquama; il 2 ottobre l'amico gli assicura il proprio interessamento per la stampa.
Affidata al tipografo-editore Thierry Martens di Lovanio, 1'Utopia vede la luce nel dicembre.

 

1517

Il 4 gennaio un esemplare di "Utopia" a stampa è nelle mani di Lord Mountjoy, a Tournai.
Nel marzo More è chiamato a far parte della commissione di vigilanza su pesi e misure e di quella delle decime.
Una deliberazione regia (26 agosto) designa More con due colleghi (che tutti insieme il re qualifica our counciliours) a rappresentare l'Inghilterra in una controversia con la Francia per questioni di pirateria.
La missione conduce More a Calais ai primi di settembre;
L'otto settembre Erasmo scrive a Moro di avergli inviato in dono il ritratto suo e di Pieter Gilles
dal 29 di quel mese corre lo stipendio di 100 sterline annue assegnatogli quale consigliere reale.
Thomas Lupset cura a Parigi la seconda edizione di "Utopia" impressa (ottobre?) da Gilles de Gourmont.
More rientra a Londra (20 dicembre).
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Il dono di un'anima

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Lettere

 

1518

Johann Froben stampa a Basilea (marzo) la terza e definitiva edizione di "Utopia", che reca in calce, con autonomo frontespizio, l'edizione principe degli "Epigrammata".
Dal 5 marzo More risulta al servizio del re, quale membro del Consiglio privato, e al cadere d'aprile Erasmo gli scrive col rammarico di vederlo allontanato dagli studi e dagli amici.
More si dimette (23 luglio) dalla carica di vicesceriffo.

 

1519

Scrivendo ad Ulrich von Hutten (23 luglio), Erasmo delinea un affettuoso e lusinghiero ritratto di More.
Gli eredi di Filippo Giunta ristampano a Firenze (luglio) la versione di Luciano e l'"Utopia".

 

1520

E chiamato (8 aprile) a far parte della commissione incaricata di ricevere l'imperatore e di rinnovare il trattato commerciale con l'Impero: muove da Greenwich (21 maggio).
Al seguito del re, per incontrare a Dover Carlo V; si imbarca (31 maggio) col re per l'incontro con Francesco I di Francia («campo del Drappo d'oro», 7-24 giugno).
Designato (10 giugno) a trattare gli accordi commerciali con le città anseatiche, si reca a Brugge (25 luglio), dove incontra Erasmo e Vives.
Froben stampa a Basilea (dicembre) l'edizione definitiva degli "Epigrammata".

 

1521

È nominato (2 maggio) cancelliere dello Scacchiere e vice-tesoriere d'Inghilterra; il suo stipendio annuo ascende ora a 173 sterline; è insignito del titolo di cavaliere,
che lo autorizza a portare la collana d'oro con le S intrecciate e la rosa araldica dei Plantageneti.
 La figlia Margaret, sedicenne, sposa (2 luglio) William Roper (1496-1578), un giovane avvocato destinato a scrivere la prima e più sensibile biografia di More.
È chiamato (25 luglio) a far parte di una missione diplomatica, che sbarca a Calais il 2 agosto e raggiunge Brugge il 14; là si intrattiene con Erasmo, Vives e Gaspare Contarini;
trascorre parte di settembre a Calais e il 14 ottobre è rimandato in Inghilterra per riferire al re.

 

1522

Convalescente da un'epidemia, riceve in dono dal re (8 maggio) la tenuta di South nel Kent.
Recita a Londra (6 giugno) l'orazione ufficiale di benvenuto all'imperatore Carlo V.
Intraprende, in gara con la figlia Margaret, un trattato ascetico su "The Four Last Things", che lascerà incompiuto e verrà pubblicato postumo nel 1557

 

1523

Con lo pseudonimo «Ferdinandus Baravellus» firma (13 febbraio) la dedica di una sua polemica "Responsio" contro Lutero;
l'opera avrà una seconda edizione in settembre, con un'aggiunta di 60 pagine, sotto il nuovo pseudonimo di «Gulielmus Rosseus».
È eletto (15 aprile) speaker della Camera dei Comuni nel quarto Parlamento di Enrico VIII.

 

1524

Si installa, prima dell'ottobre, nella sua nuova, grande casa di Chelsea sul Tamigi.
È nominato (10 giugno) high steward, cioè patrono e censore, dell'Università di Oxford.

 

1525

Recita a Windsor (6 giugno) l'orazione di benvenuto al nuovo ambasciatore di Venezia Lorenzo Orio.
Negozia e conclude (28-30 agosto) la tregua con la Francia.
Si celebrano (29 settembre) le nozze simultanee della figlia Eizabetb con William Daunce e della figlia Cecily con Giles Heron,
di cui More era tutore dal marzo 1523 e che per la sua fedeltà al cattolicesimo finirà sul patibolo nel 1540;
lo stesso giorno assume le funzioni di cancelliere del ducato di Lancaster.
È nominato (novembre) high steward anche dell'Università di Cambridge.

 

1526

Ai primi dell'anno Margaret Giggs (1505-1570), figlia adottiva di More, sposa John Clement (m. 1572) già precettore nella sua casa.
Lascia (24 gennaio) l'ufficio di cancelliere dello Scacchiere.
Rientra (14 luglio) da una breve missione diplomatica in Francia.
Il re gli concede (19 novembre) una prebenda ecclesiastica a Westminster.
Giunge ospite a Chelsea il grande pittore Hans Holbein, che ritrarrà l'intero gruppo di famiglia e fisserà le sembianze di More in una celebre tavola.

 

1527

Il vescovo di Londra Cuthbert Tunstall incarica More (marzo) di confutare le tesi dei riformati.
Nominato (25 aprile) membro della commissione destinata a negoziare la pace con la Francia;
al seguito del card. Wolsey, lascia Londra (3 luglio), sbarca a Calais (11 luglio), sosta ad Amiens e a Compiègne e il 24 settembre si imbarca per il rimpatrio.
Il re gli rivela (ottobre) la propria decisione di ottenere il divorzio;
More si schermisce, sostenendo che si tratta di un affare da teologi e da canonisti.

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Incarico a Moro

 

1528

Recita a Greenwich (29 dicembre) l'orazione di benvenuto per il nuovo ambasciatore veneto Ludovico Falier.
Fa restaurare a sue spese una cappella nella chiesa d'ognissanti a Chelsea.

 

1529

Insieme a Tunstall è designato (30 giugno) a rappresentare l'Inghilterra alla conferenza di Cambrai con la Francia;
lasciata Londra il l° luglio, il 4 è a Calais e il 5 a Cambrai, dove il 3 agosto viene firmata la Pace delle Dame; il 20 More ne dà relazione al re.
John Rastell stampa a Londra (giugno) il "Dialogue Concernine Heresies".
William Rastell (1508-1565), figlio del precedente, pubblica a Londra (settembre) "The Supplication of Souls".
Caduto in disgrazia il card. Wolsey,
More riceve a Greenwich (25 ottobre), dalle mani del re, il Gran sigillo e diventa cancelliere del regno; il suo stipendio sale a oltre 400 sterline annue.
All'apertura del Parlamento (3 novembre) presiede ex officio la Camera dei Lords.
Il figlio John sposa Anne Cresacre (1511-1577).

 

1530

Rivede e completa il "Dialogue Concerning Heresies", in vista di una nuova edizione.
Ai primi di dicembre si spegne il padre, John More.

 

1531

William Rastelì pubblica (maggio) la seconda edizione del "Dialogue" contro le eresie.
Nasce a Chelsea (8 agosto) il nipote e figlioccio Thomas More (m. 1606).

 

1532

Adducendo a pretesto la cattiva salute, l'eccesso di lavoro e il compenso insufficiente, si dimette (16 maggio) dalla carica di cancelliere e il 19 consegna al re il Gran sigillo;
in realtà, non si sente di appoggiare la condotta del sovrano nella questione del divorzio.
Pubblica presso W. Rastell la prima parte (libri I-III) della "Confutation" delle tesi dell'eretico Wmiam Tyndale.
Sottoscrive (7 dicembre) "A Letter Impugning the Erroneous Writing of John Fryth", in difesa della transustanziazione, che W. Rastell stamperà pochi mesi dopo.
Costruisce la tomba di famiglia nella chiesa di Chelsea e vi trasporta i resti della prima moglie:
un affettuoso epitaffio esprime la volontà di riposare accanto alle sue due consorti.

 

1533

Il nipote Rastell pubblica (aprile) la diffusa "Apology" con cui More respinge le accuse di aver usato eccessiva durezza nella repressione dell'eresia.
Anna Bolena viene incoronata regina a Westminster (1° giugno): More si esime dall'assistere alla cerimonia.
Al cadere dell'anno ancora il Rastell stampa "The Debetiation of Salem and Bizance" contro gli errori dottrinari di Christopher Saint-German.
Inizia (settembre) la stesura di T"he Answer to a Poisoned Book […] Named the Supper of the Lord", opera di John Frith; Rastell lo darà in luce l'anno seguente.
Lo stesso Rastell stampa la seconda parte (libri IV-VIII) della "Confutation di Tyndale".

 

1534

Ha già redatto (marzo) una buona metà del "Treatise on the Passion", che apparirà in luce postumo nel 1557.
Invitato a prender posizione netta nella controversia sul divorzio reale, si presenta (13 aprile) al palazzo arcivescovile di Lambeth e rifiuta di sottoscrivere l'«Atto di successione» (votato dai Lords il 23 marzo),
non per la parte che legittima la successione dei discendenti dalle nuove nozze del re, ma per il preambolo che proclama la supremazia sovrana sulla Chiesa d'Inghilterra e instaura, di fatto, lo scisma.
Viene carcerato (17 aprile) nella Torre di Londra; ammalato, sofferente, ma sereno, è confortato dalle affettuose visite della figlia Margaret; compone vari scritti di meditazione e di ascesi religiosa.

 

1535

Nel corso di quattro drammatici interrogatori (30 aprile, 7 maggio, 3 e 14 giugno) tiene testa con pacata fermezza alle minacce e alle blandizie dei giudici asserviti al monarca.
Viene condannato a morte (Westminster, (l° luglio) sotto l'imputazione «di aver parlato del re in modo malizioso, traditoresco e diabolico».
Scrive (5 luglio) l'ultima lettera a Margaret, benedicendo tutti i suoi cari.
Il 6 luglio, alle 9 del mattino, viene decapitato sulla Tower Hill per gentile concessione del re, che gli risparmia l'impiccagione inflitta ai traditori;
la sua testa mozzata viene esposta sul Ponte di Londra, rimpiazzando quella del card. John Fisher, che era stata troncata il 22 giugno.
Un'ondata di sdegno e di commiserazione corre l'Europa: una Expositio fidelis del suo comportamento e del supplizio patito con inflessibile animo circolò largamente, a partire dal 23 luglio, sotto il nome sibillino di «Philippus Montanus», che cela forse quello illustre di Erasmo;
largamente nota fu anche la lettera di eguale argomento spedita il 9 agosto dal cardinale Niccolò Schönberg al card. Marino Caracciolo.
Vari scritti ascetici vergati da More in carcere videro la luce postumi.
Nel 1889 papa Leone XIII lo beatificò e nel 1935 (19 maggio), quarto centenario del supplizio, Pio XI lo proclamò assunto fra i santi.

 
     

 

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