Padre di Thomas More, magistrato di piccola nobiltà,
sposa il 24
aprile di quest'anno Agnes Granger,
che in sette anni dal 1475 al 1482 gli darà alla luce
ben sei figli.
1477
Nascita di
Tommaso More:
1477 o 1478?
Francis
Murray, nel "The Tablet" del 15 gennaio 1977, scisse che gli “Amici
Thomae Mori”, per celebrare il quinto centenario di More, hanno
scelto il 1977 come data corretta. Reagendo a questo annuncio nel
numero in uscita il 29 gennaio seguente, Canon A. de Zulueta e
Stephen Ryle considerano il 1978 l’anno più adatto, perché il 1478 è
la data comunemente accettata per la nascita di More, è quella che
Chambers sostiene, è quella iscritta in oro sulla statua a Chelsea.
Ryle ci invita a “provare che la data di nascita sia il 1477”, e
l’intervento personale ...
Secondogenito dopo la sorella Joan,
il 7 febbraio 1477 (o 1478?) nasce a Londra
Thomas More
1490
cardinale
John Morton
(1420? – 1500)
More entra come paggio in casa di
John Morton,
cancelliere d'Inghilterra
e futuro cardinale, per impararv
A
circa dodici anni, seguendo una diffusa consuetudine, Tommaso
Moro venne mandato dal padre a servire come paggio nella
casa londinese del cardinale John Morton, arcivescovo di
Canterbury e cancelliere del regno dal 1487, «uno dei più
saggi e colti prelati d’Inghilterra. E lì, giovanissimo,
durante le recite di Natale si divertiva ad intromettersi
fra i commedianti, e, senza essersi preparato, improvvisava
una parte, che divertiva gli spettatori più di quelle
recitate dagli attori stessi. E il Cardinale, compiacendosi
della vivacità del suo ingegno come della dolcezza del suo
carattere, era solito dire ai suoi nobili convitati: “Questo
paggio che attende ora al mio servizio stupirà tutti quelli
che vivranno abbastanza per vederlo uomo”» (W. ROPER, Vita
di Sir Thomas More, trad. it. di Marialisa Bertagnoni,
Morcelliana, Brescia 1963, p. 19). Di questo grande umanista
Moro fa nel primo libro di Utopia un simpaticissimo e vivido
ritratto, in cui si percepisce non solo l’ammirazione ma
anche la riconoscenza che nutriva nei suoi confronti. Le
lodi che Moro rivolge al Cardinale vengono fatte pronunciare dal navigatore Raffaele Hitloday, il quale racconta che:
«Durante la mia permanenza laggiù dovevo molta gratitudine,
e ancor oggi ne debbo, a Giovanni Morton (Moro lo conosce
bene), arcivescovo di Canterbury e cardinale, e in quel
tempo anche cancelliere d'Inghilterra; un uomo, mio caro
Pietro, non sai se più venerando per la sua alta dignità o
per la prudenza e saggezza che possedeva. Lo rammento: di
statura non alta, conservava un portamento drittissimo
nonostante l'età molto avanzata, e il suo volto inspirava
assai più rispetto che timore. Affabilissimo nella
conversazione, e tuttavia serio e profondo, talvolta si
divertiva a rivolgere parole un po' dure a chi troppo lo
sollecitava con suppliche, senza mai offendere, e solo per
iscoprire quale carattere e arditezza d'animo ciascuno
sapesse all'occorrenza mostrare. Di quest'ultima virtù, così
confacente alla sua natura, egli si compiaceva assai,
ritenendola sommamente utile negli affari, purché
naturalmente non desse nella sfrontatezza. Parlatore garbato
e convincente, Morton era assai versato nella
giurisprudenza, e insieme a un mirabile ingegno possedeva
una prodigiosa memoria, qualità, questa, già egregia per
natura, che egli aveva saputo accrescere con lo studio
assiduo e il continuo esercizio. Come bene s'addimostrava in
ogni circostanza, il Re riponeva la più gran fiducia nei
suoi consigli, e quando io mi trovavo in Inghilterra egli
era di grande aiuto allo stato. Del resto Morton fin dalla
prima giovinezza non aveva fatto altro che passare dalla
scuola alla corte, cosicché, per tutta intera la vita, s'era
trovato in mezzo ai più gravi affari di governo.
Continuamente percosso e sballottato dai mutevoli flussi
della fortuna, egli aveva ben imparato tra grandi e
frequenti pericoli a conoscer la vita, insegnamento che, una
volta appreso, non si dimentica tanto facilmente».
1492
“L’amore per lo studio”
All'Università di Oxford
segue gli studi di umanità.
Secondo William Roper, il
genero di More, fu il Cardinale Morton che volle mandare Thomas ad Oxford,
probabilmente al Canterbury College, oggi Christ Church, ad approfondirvi gli
studi. Architettonicamente, Oxford allora doveva essere stupenda. Ma la vita che
si faceva era austera e frugale, improntata ai costumi del medioevo. Le ore di
ogni giovane studioso erano lunghe, con la levata alle cinque per il servizio
divino prima della lezione mattutina (e forse con un’altra lezione alle nove),
per affrontare una giornata che prevedeva studio fra pranzo e cena seguito da un
ulteriore impegno sui libri fino al ritiro nella propria camera alle otto o alle
nove. Gli studenti consumavano i pasti insieme in tavolate in comune, una
campana o un coro annunciavano il pranzo alle dieci o alle undici di mattina e
la cena alle cinque; nella conversazione era consentito solo il latino, e
naturalmente ogni giorno si era tenuti ad assistere alla messa. Finito lo studio
e prima di ritirarsi per la notte, la comunità salmodiava nel salone il Salve
Regina o qualche altra antifona alla Vergine Maria. Nel primo anno di università
i giovani iniziavano a cimentarsi con il trivium, che comprendeva grammatica,
retorica e logica. Queste erano le «arti liberali», distinte dallo studio della
teologia, con particolare attenzione alla logica o alla dialettica. Il programma
doveva durare due anni, e poiché More rimase ad Oxford per un periodo analogo,
dal 1492 al 1494, l’aveva probabilmente completato. I testi che doveva leggere
comprendevano la Retorica di Aristotele (alla quale erano dedicati tre
trimestri), i Topici di Boezio, la Nova retorica di Cicerone, come pure una
selezione di opere di Pisciano e Ovidio. Il metodo d’insegnamento era
organizzato con la stessa precisione del curriculum. L’insegnamento era basato
sugli strumenti tradizionali della lezione e della discussione; le lezioni si
tenevano in genere alle sei del mattino, quando il docente prendeva il libro
stabilito per quella parte del programma e ne esponeva il significato. Egli era
tenuto a fornire interpretazioni, a glossarlo, e a organizzare l’approccio
mediante un certo numero di quaestiones, cioè di problemi posti dal testo
stesso. I libri erano ascoltati piuttosto che letti. Evidentemente l’approccio
poteva essere molto formalizzato e limitato, in questo poco diverso
dall’insegnamento meccanico della scuola elementare; ma i docenti capaci avevano
l’opportunità di formulare glosse e interpretazioni innovative. In altre
giornate si tenevano le discussioni – nel dies disputabilis invece che nel dies
legibilis – e una volta ancora il giovane More veniva coinvolto nel mondo
dell’oratoria formale e del pubblico dibattito. Di fronte ai giovani allievi,
studenti del secondo e del terzo anno, i maestri e i bacellieri erano tenuti a
sostenere entrambi i lati di una proposizione o di una tesi – solitamente a un
proponente si contrapponevano due oppositori – finché un giudizio finale, o
determinatio, veniva formulato dal maestro che presiedeva (cfr., P. ACKROYD,
Concentrato sui suoi libri, in Thomas More. Una sfida alla modernità, trad. it.
di Luca Cafiero, Frassinelli 2001, p. 36-37). Ad Oxford cominciò pure a
conoscere il greco, il francese, l’aritmetica, la geometria, e inoltre a suonare
il flauto e il violino. Più tardi scriverà che da studente egli non aveva potuto
permettersi i soliti divertimenti, per la ragione che anche per le spese più
necessarie doveva scrivere al padre a Londra. «Il padre di More, poiché voleva
che il figlio fosse ben educato, desiderò che fin da piccolo imparasse la
frugalità e l’astemia, così che niente potesse interferire con il suo amore per
lo studio e la letteratura. Per questa ragione, nonostante avesse tutto ciò che
era necessario, a More non fu concesso nemmeno di avere un soldo a disposizione.
Il dominio del padre su di lui era così forte che More non aveva neanche i soldi
per riparare gli stivali, a meno che non ne facesse espressa richiesta. In età
matura More era solito parlare della condotta del padre e la elogiava molto.
Perciò è accaduto (avrebbe detto) che non sono incorso in alcun vizio o vano
piacere, che non abbia speso il mio tempo in passatempi pericolosi od oziosi,
che non abbia neppure conosciuto il significato della stravaganza e della
lussuria, che non abbia imparato ad usare i soldi per scopi cattivi, infine, che
non abbia amato o pensato altro se non i miei studi»
(T. STAPLETON, The life of
Sir Thomas More, cap. I, Birth, Education and Studies, Edited by E.E. Reynolds,
Burns & Oates, 1966, p. 3)
1493
Nel New Inn di Londra inizia lo studio del diritto.
1496
Il 12 febbraio si trasferisce da New Inn al più
prestigioso Lincoln's Inn,
perfezionando la sua preparazione giuridica.
Vi
resterà fino al 1500.
1497
L'uno settembre, muore Henry Abyngdon, organista del
re,
e More compone tre epigrammi funebri in suo onore (nn. 159, 160 e
161),
altri due suoi epigrammi (nn. 273 e 274)
appaiono a stampa ad
Anversa in una grammatica latina per fanciulli intitolata "Lac puerorum".
Si tratta delle sue prime composizioni databili.
1499
Nel giugno Erasmo sbarca in Inghilterra, dove si
tratterrà fino al gennaio 1500.
In agosto More lo conduce a rendere
omaggio al principe Enrico (il futuro Enrico VIII),
allora in età di otto
anni, al quale entrambi i visitatori offrono versi.
Inizia da quell'incontro la loro fervida amicizia.
1501
Il 14 novembre assiste nella cattedrale di San Paolo alle fastose nozze
tra il principe di Galles Arturo e l'infanta Caterina
d'Aragona,
che descrive nella sua prima lettera superstite.
Ammesso alla
professione forense,
dà lezioni di diritto a Furnival's Inn, una scuola
dipendente da Lincoln's Inn;
assolverà tale incarico fino al 1517.
Prende
stanza presso la Certosa di Londra,
dividendo la severa vita dei monaci,
per saggiare la propria vocazione ascetica.
1502
Approfondisce lo studio del greco e gareggia con William Lily
nel tradurre in versi latini diciotto carmi tratti dall'Anthologia Planudea;
col titolo di Progymnasmata li pubblicherà nel 1518 in apertura della
raccolta dei propri Epigrammata.
Epitaffi
159. Epitaffio di Abyngdon, il
Cantore
Possa il divino cantore Henry Abyngdon attrarre i
tuoi occhi su questa iscrizione; una volta egli attraeva i tuoi orecchi con
la musica.
Non molto tempo fa, egli cantava insuperato con voce mirabile e
suonava 1'organo con incomparabile maestria.
Prima fu il vanto della chiesa
di Wells, poi il re voile che rendesse famosa la sua cappella reale.
Ora
Iddio lo ha rapito al re e lo ha assunto tra gli astri, perché aggiunga
gloria agli stessi abitanti del cielo.
L'11 febbraio la regina Elisabetta muore di parto all'età di 37 anni;
More detta in inglese un'elegia di compianto (A Ruefel Lamentation) sui mali del tempo.
Thomas Granger, nonno materno di
More,
assume l'11 novembre la carica di sceriffo di Londra.
Lamentation
1504
Si apre il 21 gennaio la sessione del Parlamento;
More vi siede alla Camera dei Comuni.
Dopo l'ottobre (e non oltre il
gennaio 1505) sposa la diciassettenne Jane Colt,
figlia maggiore di un
gentiluomo di campagna dell'Essex;
ha deciso di rinunciare al monastero
per timore di cedere alla concupiscenza.
La coppia si installa nel
sobborgo di Bucklersbury sul Tamigi,
nella casa detta The Barge («La
scialuppa»),
dove More abiterà fino al 1524.
1505
Probabilmente il l° gennaio
offre quale strenna
la propria versione inglese della biografia di Giovanni Pico della
Mirandola
(dettata dal nipote Gianfrancesco)
all'amica d'infanzia Joyce Lee (Leigh),
che ha preso a Londra il velo delle clarisse.
La versione sarà poi stampata a Londra intorno al 1510.
Erasmo sosta per qualche mese in Inghilterra, ospite di More,
e gareggia con lui nel tradurre alcuni dialoghi di Luciano;
al secondo si debbono le versioni del Cinico,
dell'Incredulo, del
Negromante e del Tirannicida;
a quest'ultimo testo More allega di suo una confutazione accademica.
Circa in settembre nasce la primogenita Margaret, la prediletta «Marget»
o «Meg»,
colta, affettuosa e devota (m. 1544),
che viene allattata da «mother Giggs» insieme con la sorella di latte
Margaret Giggs,
che More crescerà in casa propria come una figlia.
1506
In aprile
More dedica la propria
versione di "Luciano"
al prelato e diplomatico Thomas Ruthal (m. 1523),
che sarà dal 1509 vescovo di Durham;
insieme alle traduzioni di Erasmo,
quelle di More vedono la luce a Parigi, il 6 novembre,
dai torchi di Josse Bade.
Nasce la seconda figlia Elizabeth.
1507
Fino al 29 settembre More è pensioner di
Lincoln's Inn,
dove assume poi funzione di butler (maestro di
casa).
Nasce la terza figlia
Cecily.
1508
Probabilmente nell'autunno compie il suo primo e
breve viaggio sul continente,
dove visita le Università di Parigi e Lovanio,
interessandosi ai programmi e ai metodi didattici.
1509
Il 21 aprile
Muore a Richmond Enrico VII;
l'incoronazione di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona (sposi l'11 giugno)
ha luogo a Westminster il 24,
More detta per l’evento un Carmen
gratulatoriur in cinque componimenti latini (nn. 19-23).
In agosto,
reduci dall'Italia, giunge in Inghilterra Erasmo,
il quale, ospite in casa
di More, vi compone l'"Elogio della follia".
In settembre More
rappresenta i negozianti di Londra (la Mercers' Company,
che il 21
novembre lo accoglierà fra i suoi membri) nelle trattative con la città
di Anversa.
Nasce John,
quarto ed ultimo figlio, l'unico maschio, che morirà
nel. 1547.
1510
More rappresenta la City di Londra (21 gennaio) nel
primo Parlamento convocato da Enrico VIII.
È chiamato (3 settembre) alla
carica di vice-sceriffo di Londra;
siederà ogni giovedì mattina per
giudicare le cause spicciole del tribunale municipale.
È nominato docente
(22 ottobre) a Lincoln's Inn per il ciclo di lezioni autunnale.
Il cognato John Rastell (marito della sorella Elizabeth)
stampa a Londra la versione
di The Life of John Picus Erle of Mirandula.
1511
I primi d'aprile Erasmo è daccapo ospite di More,
cui
dedica (9 giugno) l'"Elogio della follia",
destinato a vedere la luce
ad Anversa l'anno seguente.
Tra il luglio e l'agosto muore, a soli 23
anni, la moglie Jane;
dopo un solo mese di vedovanza,
certo spinto dalla
necessità di affidare
a cure responsabili i suoi quattro bambini,
si
accasa con la quarantenne Alice Middleton,
da due anni vedova di un mercer
londinese,
che ha con sé una figlia grandicella.
Continua i corsi
autunnali a Lincoln’s Inn.
1512
Nel febbraio-marzo
è daccapo deputato di Londra ai
Comuni
nel secondo Parlamento di Enrico VIII.
1513
Chiamato (13 settembre) a far parte di una
commissione
incaricata di provvedere al restauro del ponte di Londra.
Inizia la stesura della History of King Richard III,
cui non darà
l'ultima mano e che vedrà la luce postuma nel 1641.
1514
Raggiunge a Lincoln’s Inn (1° novembre)
il
massimo grado accademico di lent reeder.
1515
Chiamato a far parte (7 febbraio) della missione
diplomatica inglese
incaricata di negoziare nei Paesi Bassi il rinnovo dei
patti commerciali,
More figura fra i destinatari delle istruzioni regie (7
maggio).
Partito da Londra il 12, insieme al segretario personale John
Clement,
giunge a Brugge il 17 e là, poco più tardi, rivede Erasmo.
Nelle pause delle difficili trattative ha occasione di recarsi per
consultazioni a Magonza (1° luglio),
a Tournai, e di visitare a Malines
(agosto) Hiëronymus Busleyden,
nella sua splendida casa-museo.
In
settembre soggiorna ad Anversa presso Pieter Gilles,
segretario della città,
e in quello scenario colloca il dialogo del libro II di "Utopia",
vergato appunto in quei mesi.
Tornato a Brugge,
il 20 ottobre vi data la
lunga lettera polemica diretta a Martin van Dorp in difesa di Erasmo.
Benché compreso nella rinnovata commissione regia del 2 ottobre,
More non
attende la firma del nuovo trattato politico e commerciale
fra Inghilterra
e Borgogna (sottoscritto soltanto il 24 gennaio 1516);
il 23 ottobre aveva
lasciato Brugge, il 24 era a Gravelines,
diretto a Calais per l'imbarco
verso la patria.
1516
Scrive ad Erasmo (febbraio) di aver ricusato una
pensione regia,
che avrebbe compromesso la sua indipendenza professionale
al servizio della Mercers' Company.
Nel primo semestre stende il
libro I di "Utopia".
È nominato (10 giugno) consigliere legale della
Commissione annonaria di Londra.
Nuova sosta a Londra di Erasmo (dal 20
giugno),
sempre ospite di More, che lo accompagnerà sulla via del ritorno
fino a Rochester (21 agosto).
In vista della pubblicazione, il 3
settembre, spedisce ad Erasmo il testo compiuto di "Utopia",
distinta
ancora con il titolo originario Nusquama;
il 2 ottobre l'amico gli
assicura il proprio interessamento per la stampa.
Affidata al
tipografo-editore Thierry Martens di Lovanio,
1'Utopia vede la luce nel
dicembre.
1517
Il 4 gennaio un esemplare di
"Utopia" a stampa
è nelle mani di Lord Mountjoy, a Tournai.
Nel marzo More è chiamato a
far parte della commissione di vigilanza
su pesi e misure e di quella
delle decime.
Una deliberazione regia (26 agosto) designa More
con due
colleghi (che tutti insieme il re qualifica our counciliours)
a
rappresentare l'Inghilterra in una controversia con la Francia per
questioni di pirateria.
La missione conduce More a Calais ai primi di
settembre;
L'otto settembre Erasmo
scrive a Moro di avergli inviato in dono il
ritratto suo e di Pieter Gilles
dal 29 di quel mese corre lo stipendio di 100 sterline annue
assegnatogli quale consigliere reale.
Thomas Lupset cura a Parigi
la
seconda edizione di "Utopia" impressa (ottobre?) da Gilles de
Gourmont.
More rientra a Londra (20 dicembre).
Johann Froben stampa a Basilea (marzo) la terza e
definitiva edizione di "Utopia",
che reca in calce, con autonomo
frontespizio,
l'edizione principe degli "Epigrammata".
Dal 5 marzo
More risulta al servizio del re,
quale membro del Consiglio privato,
e al
cadere d'aprile Erasmo gli scrive
col rammarico di vederlo allontanato
dagli studi e dagli amici.
More si dimette (23 luglio) dalla carica di vicesceriffo.
1519
Scrivendo ad Ulrich von Hutten (23 luglio),
Erasmo
delinea un affettuoso e lusinghiero ritratto di More.
Gli eredi di Filippo
Giunta ristampano
a Firenze (luglio) la versione di Luciano e l'"Utopia".
1520
E chiamato (8 aprile) a far parte della commissione
incaricata di ricevere l'imperatore
e di rinnovare il trattato commerciale
con l'Impero: muove da Greenwich (21 maggio).
Al seguito del re, per
incontrare a Dover Carlo V;
si imbarca (31 maggio) col re per l'incontro
con Francesco I di Francia («campo del Drappo d'oro», 7-24 giugno).
Designato (10 giugno) a trattare gli accordi commerciali
con le città anseatiche,
si reca a Brugge (25 luglio), dove incontra Erasmo e Vives.
Froben stampa a Basilea (dicembre)
l'edizione definitiva degli "Epigrammata".
1521
È nominato (2 maggio) cancelliere dello Scacchiere
e vice-tesoriere d'Inghilterra;
il suo stipendio annuo ascende ora a 173
sterline;
è insignito del titolo di cavaliere,
che lo autorizza a portare
la collana d'oro
con le S intrecciate e la rosa araldica dei Plantageneti.
La figlia Margaret, sedicenne, sposa (2 luglio) William Roper (1496-1578),
un giovane avvocato destinato a scrivere la prima e più sensibile
biografia di More.
È chiamato (25 luglio) a far parte di una missione
diplomatica,
che sbarca a Calais il 2 agosto e raggiunge Brugge il 14;
là
si intrattiene con Erasmo, Vives e Gaspare Contarini;
trascorre parte di
settembre a Calais
e il 14 ottobre è rimandato in Inghilterra per
riferire al re.
1522
Convalescente da un'epidemia,
riceve in dono dal re
(8 maggio) la tenuta di South nel Kent.
Recita a Londra (6 giugno)
l'orazione ufficiale di benvenuto all'imperatore Carlo V.
Intraprende, in
gara con la figlia Margaret,
un trattato ascetico su "The Four Last
Things",
che lascerà incompiuto e verrà pubblicato postumo nel 1557
1523
Con lo pseudonimo «Ferdinandus Baravellus» firma
(13 febbraio)
la dedica di una sua polemica "Responsio" contro Lutero;
l'opera avrà una seconda edizione in settembre, con un'aggiunta di 60
pagine, sotto il nuovo pseudonimo di «Gulielmus Rosseus».
È eletto (15 aprile) speaker della Camera dei Comuni nel quarto
Parlamento di Enrico VIII.
1524
Si installa, prima dell'ottobre, nella sua nuova,
grande casa di Chelsea sul Tamigi.
È nominato (10 giugno) high steward,
cioè patrono e censore,
dell'Università di Oxford.
1525
Recita a Windsor (6 giugno)
l'orazione di benvenuto
al nuovo ambasciatore di Venezia Lorenzo Orio.
Negozia e conclude (28-30
agosto) la tregua con la Francia.
Si celebrano (29 settembre)
le nozze
simultanee della figlia Eizabetb con William Daunce
e della figlia Cecily
con Giles Heron,
di cui More era tutore dal marzo 1523
e che per la sua
fedeltà al cattolicesimo finirà sul patibolo nel 1540;
lo stesso giorno
assume le funzioni di cancelliere del ducato di Lancaster.
È nominato
(novembre) high steward anche dell'Università di Cambridge.
1526
Ai primi dell'anno Margaret Giggs (1505-1570),
figlia adottiva di More, sposa John Clement (m. 1572)
già precettore
nella sua casa.
Lascia (24 gennaio) l'ufficio di cancelliere dello
Scacchiere.
Rientra (14 luglio) da una breve missione diplomatica in
Francia.
Il re gli concede (19 novembre) una prebenda ecclesiastica a Westminster.
Giunge ospite a Chelsea il grande pittore Hans Holbein,
che
ritrarrà l'intero gruppo di famiglia
e fisserà le sembianze di More in
una celebre tavola.
1527
Il vescovo di Londra Cuthbert Tunstall
incarica More
(marzo) di confutare le tesi dei riformati.
Nominato (25 aprile) membro della commissione
destinata a negoziare la pace con la Francia;
al seguito del card. Wolsey,
lascia Londra (3 luglio),
sbarca a Calais (11 luglio), sosta ad Amiens e a
Compiègne
e il 24 settembre si imbarca per il rimpatrio.
Il re gli rivela
(ottobre) la propria decisione di ottenere il divorzio;
More si
schermisce,
sostenendo che si tratta di un affare da teologi e da
canonisti.
Recita a Greenwich (29
dicembre)
l'orazione di benvenuto per il nuovo ambasciatore
veneto
Ludovico Falier.
Fa restaurare a sue spese una cappella
nella chiesa
d'ognissanti a Chelsea.
1529
Insieme a Tunstall è designato (30 giugno)
a
rappresentare l'Inghilterra
alla conferenza di Cambrai con la Francia;
lasciata Londra il l° luglio, il 4 è a Calais e il 5 a Cambrai,
dove il
3 agosto viene firmata la Pace delle Dame;
il 20 More ne dà relazione al
re.
John Rastell stampa a Londra (giugno)
il "Dialogue Concernine
Heresies".
William Rastell (1508-1565), figlio del precedente,
pubblica
a Londra (settembre) "The Supplication of Souls".
Caduto in disgrazia
il card. Wolsey,
More riceve a Greenwich (25 ottobre),
dalle mani del re,
il Gran sigillo e diventa cancelliere del regno;
il suo stipendio sale a
oltre 400 sterline annue.
All'apertura del Parlamento (3 novembre)
presiede ex officio la Camera dei Lords.
Il figlio John sposa Anne
Cresacre (1511-1577).
1530
Rivede e completa il "Dialogue Concerning Heresies",
in vista di una nuova edizione.
Ai primi di dicembre si spegne il padre,
John More.
1531
William Rastelì pubblica (maggio)
la seconda
edizione del "Dialogue" contro le eresie.
Nasce a Chelsea (8 agosto)
il nipote e figlioccio Thomas More (m. 1606).
1532
Adducendo a pretesto la cattiva salute,
l'eccesso di
lavoro e il compenso insufficiente,
si dimette (16 maggio) dalla carica di
cancelliere
e il 19 consegna al re il Gran sigillo;
in realtà, non si
sente di appoggiare
la condotta del sovrano nella questione del divorzio.
Pubblica presso W. Rastell la prima parte (libri I-III)
della "Confutation"
delle tesi dell'eretico Wmiam Tyndale.
Sottoscrive (7 dicembre) "A
Letter Impugning the Erroneous Writing of John Fryth",
in difesa della
transustanziazione,
che W. Rastell stamperà pochi mesi dopo.
Costruisce
la tomba di famiglia
nella chiesa di Chelsea e vi trasporta i resti della
prima moglie:
un affettuoso epitaffio esprime la volontà
di riposare
accanto alle sue due consorti.
1533
Il nipote Rastell pubblica (aprile)
la diffusa "Apology"
con cui More respinge le accuse
di aver usato eccessiva durezza nella
repressione dell'eresia.
Anna Bolena viene incoronata regina a Westminster
(1° giugno):
More si esime dall'assistere alla cerimonia.
Al cadere
dell'anno ancora il Rastell stampa "The Debetiation of Salem and Bizance" contro gli errori dottrinari di Christopher Saint-German.
Inizia
(settembre) la stesura di T"he Answer to a Poisoned Book […] Named
the Supper of the Lord",
opera di John Frith; Rastell lo darà in luce
l'anno seguente.
Lo stesso Rastell stampa la seconda
parte (libri IV-VIII)
della "Confutation di Tyndale".
1534
Ha già redatto (marzo) una buona metà del "Treatise
on the Passion",
che apparirà in luce postumo nel 1557.
Invitato a
prender posizione netta
nella controversia sul divorzio reale,
si presenta
(13 aprile) al palazzo arcivescovile di Lambeth
e rifiuta di sottoscrivere
l'«Atto di successione»
(votato dai Lords il 23 marzo),
non per la
parte che legittima
la successione dei discendenti dalle nuove nozze del
re,
ma per il preambolo che proclama la supremazia sovrana
sulla Chiesa
d'Inghilterra e instaura, di fatto, lo scisma.
Viene carcerato (17 aprile)
nella Torre di Londra;
ammalato, sofferente, ma sereno,
è confortato
dalle affettuose visite della figlia Margaret;
compone vari scritti di
meditazione
e di ascesi religiosa.
1535
Nel corso di quattro drammatici interrogatori (30 aprile, 7 maggio, 3 e
14 giugno) tiene testa con pacata fermezza alle minacce e alle blandizie
dei giudici asserviti al monarca.
Viene condannato a morte (Westminster, (l° luglio) sotto l'imputazione
«di aver parlato del re in modo malizioso, traditoresco e diabolico».
Scrive (5 luglio) l'ultima lettera a Margaret, benedicendo tutti i suoi
cari.
Il 6 luglio, alle 9 del mattino, viene decapitato sulla Tower Hill per
gentile concessione del re, che gli risparmia l'impiccagione inflitta ai
traditori;
la sua testa mozzata viene esposta sul Ponte di Londra, rimpiazzando
quella del card. John Fisher, che era stata troncata il 22 giugno.
Un'ondata di sdegno e di commiserazione corre l'Europa: una Expositio
fidelis del suo comportamento e del supplizio patito con inflessibile
animo circolò largamente, a partire dal 23 luglio, sotto il nome
sibillino di «Philippus Montanus», che cela forse quello illustre di
Erasmo;
largamente nota fu anche la lettera di eguale argomento spedita il 9
agosto dal cardinale Niccolò Schönberg al card. Marino Caracciolo.
Vari scritti ascetici vergati da More in carcere videro la luce postumi.
Nel 1889 papa Leone XIII lo beatificò e nel 1935 (19 maggio), quarto
centenario del supplizio, Pio XI lo proclamò assunto fra i santi.
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