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Schizzo di Basilea
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Lo schizzo a penna
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Alcuni disegni di Holbein procurano
il legame tra il dipinto originale smarrito nel caos e le copie in olio e danno
qualche idea di ciò che deve essere stata la sua qualità. Lo splendido disegno
di Basilea non era evidentemente il primo abbozzo, ma fu eseguito durante la
realizzazione del dipinto, e corrisponde probabilmente ad uno stadio intermedio
di questo: una serie di annotazioni di mano dell’artista indicano infatti ciò
che ancora andava mutato secondo i desideri del committente. Il disegno riporta
l’identità di tutti i personaggi e la loro età. La mano che aggiunse questi
particolari fu identificata trentacinque anni fa come quella di Nicolaus Kratzer
(cfr. Otto Pacht, “Holbein and Kratzer as Collaborators”, in Burlington
Magazine, LXXXIV, 1944, pp. 287-288), l’astronomo del Re, precettore della
famiglia di Moro in astronomia e matematica, come pure coadiutore di Holbein, e
del copista Peter Meghen.
Quando, nel 1528, HOLBEIN tornò a
Basilea, si portò appresso il disegno, che fu dato in dono ad ERASMO, il quale
fu molto lieto perché in esso vedeva, l’immagine degli amici con cui era in
corrispondenza, come se fosse in mezzo a loro.
Il 5 settembre 1529 tre anni dopo
il completamento del quadro, scrive a Margaret Roper:
Non posso trovare le parole per
esprimere la gioia che ho provato quando il disegno di Holbein mi ha mostrato la
famiglia al completo, ritratta così fedelmente da farmi sentire in mezzo a voi.
Desidererei prima di morire stare in compagnia di voi tutti perché è a voi che
devo gran parte di quella piccola fortuna e di quella poca gloria che posseggo
ed è a voi che sono indebitato come a nessun altro. La mano dotata di questo
pittore ha realizzato non una piccola parte del mio desiderio. Vi riconosco
tutti. Comunica i miei rispettosi omaggi alla degnissima Monna Alice vostra
madre e poiché non posso baciarla di persona, bacio il suo ritratto (Allen VII
Nos 2211,2212).
Da sinistra a destra sono:
Elizabeth Dauncey (ventuno anni), seconda figlia di Moro, nata nel 1506;
Margaret Clement (ventidue anni), sua figlia adottiva, nata forse nel 1508; Sir
John Moro (settantasei anni), suo padre, nato forse nel 1451; Anne Cresacre
(quindici anni), sua cognata, nata nel 1511; Sir Tommaso Moro (cinquanta anni),
nato nel 1477/8; John Moro (diciannove anni), suo figlio, nato nel 1509; Henry
Patenson (quaranta anni), giullare, nato nel 1488; Cecily Heron (venti anni), la
sua terza figlia, nata nel 1507; Margaret Roper (ventidue anni), sua figlia
maggiore, nata nel 1505; dama Alice Moro (cinquantuno anni), la sua seconda
moglie.
Uno studio attento dello schizzo ci
dà una piacevole introspezione della loro vita. Elizabeth, occupa l'estrema
sinistra del ritratto ovviamente incinta. Margaret Giggs, che le è a fianco è
piegata sul vecchio Sir John, cercando senza successo di attrarne l'interesse su
un libro. La mancanza di interesse che egli dimostra di avere nei confronti del
sapere deve essere stata di grande conforto per la pratica nuora. Nelle ultime
copie del ritratto le due ragazze hanno cambiato posto in modo tale che
Elizabeth fosse più vicina al padre ma lo sguardo privo di interesse sul volto
di sir John resta invariato.
In questo primo abbozzo sembra che
molti membri della famiglia, incluso Moro, stiano guardando nella direzione di
Monna Alice, che si piega esitando su un inginocchiatoio, mentre la scimmietta
addomesticata le si arrampica sulla gonna. Questa bestiola era particolarmente
cara a Monna Alice, tant’è che Erasmo nel suo colloquio sull'Amicizia scrive che
quando questo animale si riprese da una ferita gli fu concesso di camminare
liberamente e senza catene. E' possibile che la direzione delle teste degli
astanti sia stata determinata dal fatto che mentre cercavano di sistemarsi per
il ritratto, Monna Alice stava come al solito dirigendo le operazioni? Nella
nota scrittale a fianco dallo stesso Holbein si legge "solo lei seduta". Forse
monna Alice avrà protestato per il fatto che fosse ritratta in una posizione
veramente poco confortevole in ginocchio, mentre il resto della famiglia era
seduto. Nell'abbozzo finale ella siede con la scimmia accanto mentre Moro ha
deciso di avere ai piedi il cagnolino.
Il disegno, rispetto al migliore
delle copie, quello del Monastero Nostell, mostra che le alterazioni nei segni
erano realmente compiute; aggiungendo le immagini di Elizabeth Dauncey e
Margaret Giggs furono trasposte e un altro modello venne aggiunto sulla destra,
messo dietro tra Margaret Roper e dama Alice: si trattava di John Harris, il
segretario dei Moro. Lo sgabello e i libri sparsi sul pavimento in primo piano e
un cagnolino rannicchiato nelle pieghe della toga di Sir Tommaso Moro sono stati
eliminati. Moro era ben conosciuto nel voler molto bene agli animali e gli
animali domestici potrebbero essere stati inseriti sotto suo consiglio. Un altro
cane giace ai piedi di Sir John ma è difficile credere che Holbein aveva a che
fare con questa creaturina mal ritratta che s’inserisce nella composizione. Le
differenze tra il disegno e le copie sono discusse in più dettagli da Lorne
Campbell, il quale suggerisce che l’acquirente desiderava alterazioni che
detraevano qualcosa dal modello originale.
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La Famiglia

Ritratto di famiglia

Schizzo
di Basilea

Disegni di Windsor

Personaggi ritratto

Copie
di Lockey

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