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Egli potrebbe
essere chiamato il santo patrono della vita famigliare. Di
essa noi possediamo numerose e vivide descrizioni, e da essa
egli attinse molta felicità. Felicità non diversa da quella
che godono uomini e donne comuni: questo fatto aumenta gli
orrori e la grandezza della sua fine. Egli andò incontro a
quella fine dopo una vita come quella di ciascuno di noi.
C.
HOLLIS,
Un Cancelliere umanista sugli altari, Cavalleri, Como
1937
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