|

John Harris
|



John Harris
Segretario di Thomas More, età 27
In piedi all’arco della porta tra
Margherita Roper e lady Alice Moro, appoggiato contro lo stipite con un rotolo
di pergamena in mano, c’è Giovanni Harris, il segretario di Moro, dell’età di 27
anni. Egli non si trova nello schizzo originale, a meno che non si tratti di una
delle figure sedute nella camera distante.
Recentemente è stata fatta una
congettura sulla sua identità ipotizzando che Holbein completò il dipinto con
messaggi segreti per indicare che quella figura in piedi non fosse Giovanni
Harris, ma il più giovane dei due Principi nella Torre, Riccardo Duca di York.
Tuttavia, in assenza di qualunque prova, dobbiamo accettare che questa figura
sia Giovanni Harris, come nominato nel dipinto, un membro ben conosciuto della
famiglia Moro.
Come segretario di Moro egli
trascorreva una gran quantità di tempo con lui, sia a casa sia nei suoi viaggi.
Secondo lo studioso Luterano, Simon Grinaeus, egli era un uomo dal considerevole
talento letterario. Molto tempo dopo la morte di Moro, Giovanni Harris ricordò
le loro deliziose discussioni letterarie, specialmente su San Tommaso D’Aquino,
il gran favorito del suo maestro.
Harris, oltre ad essere segretario
di Moro era anche il suo amanuense e fedele attendente. Uno dei suoi doveri era
di avvertire Moro di ogni errore che egli potesse fare, come quella volta che
gli fece notare che stava recandosi a Corte con scarpe malamente rotte. Giovanni
a Wood, il servo di Moro, fu inviato a comprarne un nuovo paio.
Egli sposò la domestica di Margaret
Roper, Dorotea Colly, che incontrò mentre era segretario di Moro. Dopo
l’esecuzione del maestro, Harris e sua moglie fuggirono in esilio a Lovanio,
ritornarono durante il regno di Maria Tudor, ma nel 1565, fuggirono nuovamente,
questa volta in maniera definitiva, portando con loro molte delle preziose
lettere di Moro. Per mantenere la sua famiglia egli assunse la carica
d’insegnante di Latino e Greco. Quando il collegio inglese fu fondato a Douay
egli si stabilì lì, trasferendosi definitivamente a Rheims, quando il collegio
si trasferì lì.
La collezione di lettere di Moro
posseduta da Harris fu inestimabile per Stapleton quando cominciò a scrivere la
biografia di Moro. Dorotea Colly aveva trascritto con cura le lettere per
conservarle e quando suo marito morì nel 1579, le diede a Stapleton.
La figlia di Harris, Alice sposò
Giovanni Fowler, il tipografo che stava lavorando ad Anversa, dove aveva
stampato il “Dialogo del Conforto” di Moro. Fowler morì lo stesso anno di suo
suocero.
Harris era in esilio a Namur quando
Morì. Dorotea Colly era ancora viva a Lovanio, dove ritornò dopo la morte di
Harris nel 1588 e sopravvisse a tutti gli altri membri della famiglia Moro.
Nel 1915 circa, alcune lettere
furono trovate in un attico, scritte dal pugno di Harris per Francesco Cranewelt
e firmate da Moro. Sebbene fossero in condizioni pessime, rimangono un ricordo
vivente dell’uomo che fu un così gran sostegno per Moro negli ultimi anni della
sua vita e che fu pronto ad andare in esilio a vita ed a rimanere fedele ai
principi per i quali il suo maestro morì.
 |
|
La Famiglia

Ritratto di famiglia

Schizzo
di Basilea

Disegni di Windsor

Personaggi ritratto

Copie
di Lockey

|