|
Copie Lockey

Rowland Lockey (1565/7–1616)
Rowland Lockey, era il figlio di un
fabbricante di balestra, Leonard Lockey. Forse all’età di
quindici anni, fu posto come apprendista presso Nickolas Hilliard per otto anni. Hilliard è famoso come pittore di bellissime e fantasiose miniature nel periodo
in cui c’erano pochi artisti inglesi di tutto rispetto. In ogni modo egli era
molto versatile – ed era anche un orafo. Lockey studiò sia la pittura (lavori in
miniature ad acquarello) che pittura ad olio. Ebbe un buon inizio nella sua
carriera, ricevendo alcuni famosi clienti dei quali Hilliard fu attratto come
pittore di corte. La loro associazione continuò anche dopo che si concluse il
tirocinio e i loro nomi dal 1591 al 1597 furono contenuti nel registro di
Hardwick di Bess. Era il periodo dell’assemblaggio delle collezioni dei
ritratti, o copie di ritratti, di discendenti per palazzi e gallerie e le
attribuzioni di Lockey in caso contrario le firme sono da essere cercate in
molte grandi case. Egli deve essere stato molto richiesto quando Tommaso Moro II
e, forse, Tommaso Roper, entrambi nipoti di Sir Tommaso Moro, acquistarono il
grande ritratto di famiglia di Holbein dopo la morte del collezionista, Andries
de Loo, e decisero di avere le copie fatte di esso. Essi avrebbero certamente
impiegato uno dei migliori artisti del tempo a tal proposito. Lockey era molto
conosciuto allora, ma la sua reputazione scese nel secolo seguente; Horace
Walpole aveva sentito parlare molto di lui e sebbene Vertue gli permise un po’
di merito, egli disse poco su di lui.
Lockey sembra che raramente abbia
firmato i suoi lavori ed egli copiò molti ritratti di date più recenti, non
dando molta possibilità ad uno sviluppo di uno stile individuale. La sua copia
in miniatura di una versione del ritratto di gruppo dei Moro fu un lavoro
stupendo e raffinato. Egli era una buona scelta per i Moro, da quando egli era
abituato a lavorare su quadri molto grandi. Il nome di Lockey, possibilmente la
sua firma, fu trovato nella copia ora al Monastero Nostell; nella versione
all’interno della Galleria nazionale dei ritratti la data 1593 compare nelle
iscrizioni ed è normalmente accettata che la miniatura è anche da essere
attribuita a Lockey. Le due copie restanti, a East Hendred e nel Chelsea, sono
state severamente danneggiate e sono troppo sovra dipinte e restaurate per
ripristinare qualsiasi segno stilistico. Quello a East Hendred, comunque,
conserva una lunga storia nell’essere nelle case della famiglia Moro, mentre la
copia Chelsea mostrò di avere una tarda pittura del sedicesimo secolo nello
strato più basso accanto al canovaccio. La somiglianza generale all’interno del
gruppo e l’inverosimiglianza delle copie essendo state compiute in diverse
epoche, offrono a Lockey il beneficio del dubbio.

Copia nel convento di Nostell Yorkshire
I quadri di Lord St.
Oswald al Nostell furono catalogati da Maurice W. Brockwell nel 1915 in
un’edizione limitata che oggi è insufficiente.
Egli scrisse prima della
scoperta, pubblicata nel 1943, della distruzione del dipinto originale di
Holbein in un incendio nel continente europeo nel 1752.
Prima di lui, autorità
quali Vertue e Horace Walpole, avevano trovato difficile conciliare con copie,
chiaramente mediocri, ciò che era noto come il lavoro originale di Holbein
Brockwell, comunque,
ottenne informazioni preziose da membri della famiglia Winn. Antiche tradizioni
sarebbero giunte con il quadro quando passò dai Ropers al Nostell nel 1729, ma
Brockwell aggiunse molto alla sua storia successiva. Egli descrive la scoperta
della data 1530 e il nome Lockey sulla tela durante un restauro di Mr Holder nel
1913 e questo convinse la famiglia Winn che essi avevano l’originale Holbein,
benché fortemente sovrariverniciato. Un successivo
esame, comunque, attestò che l’iscrizione molto imperfetta era stata letta male,
poiché il nome doveva essere Rowland Lockey (1565/ 7 – 1616) e che la data
doveva essere 1593, come stabilito per la versione che ora si trova nella
National Portrait Gallery. I particolari sono spiegati nel Likeness of Thomas
More di Morison e Barker (1936) ma la datazione a radiocarbonio della tela,
attesta che la data 1530 non era stata dopotutto letta male.
Quella di Holder era il secondo restauro commissionato da Sir Rowland Winn. Nel
1980 ci fu un incendio al Nostell il quale danneggiò leggermente il quadro e il
quarto Lord St. Oswald lo mandò a Mr Patrick Corbett per ripulirlo e restaurarlo
in uno studio situato tra i resti delle scuderie di Sir Thomas More a Chelsea.
Secondo le informazioni fornite dal presente Lord St. Oswald nel 1997, il
restauratore mandò un campione di tela al professore Paul Damon dell’università
dell’Arizona nel 1982 per esami al radio-carbonio sulla datazione. Il campione
fu ridotto dal bordo più basso del dipinto e, sebbene altri bordi erano stati
ripristinati, il restauratore e il tutore erano soddisfatti che il campione
proveniva dalla tela di lino del perfetto originale. Fu spiegato nel rapporto
che il lino di cui era fatto il tessuto fu ridotto per la lavorazione entro il
1520 e che in ogni caso la tela deve essere del periodo di Holbein.
Non si comprende perchè Lockey volendo iniziare un nuovo quadro nel 1593,
avrebbe scelto di usare una così vecchia tela. Questo dato, reso dal professor
Damon con il 95% di probabilità, sembra dimostrare l’autenticità, oltre che il
dubbio logico, che la tela di un dipinto ad olio fosse esistita dal tempo di
Holbein, sebbene nessun lavoro da quel periodo rimase identificabile dopo i
restauri e le sovrariverniciature di 400 anni. Il nuovo dato tecnico,
considerato in rapporto alle situazioni odierne, sostiene conclusioni diverse in
confronto a quelle raggiunte da Morison e Barker.
Per quanto riguarda quei quadri con molte immagini rappresentate, abitualmente
vari pittori componevano vignette a grandezza naturale su carta o tela, la quale
composizione sarebbe stata trasferita sulla tela per il completamento del
lavoro. Le vignette di Holbein per il perduto dipinto Whitehall della famiglia
reale e per la rappresentazione di uno statuto di Enrico VIII alla Compagnia
Cerusica, sono sopravvissute interamente o in parte. Esse dimostravano il metodo
di pestatura di Holbein nel disegnare in forma lineare le immagini nella loro
posizione, adatta all’interno della composizione stessa. David Piper spiegò il
metodo in un articolo pubblicato presso la Royal Society of Arts (1963) e rivelò
l’esistenza di una vignetta simile al gruppo della famiglia Moro, basato sul
dipinto di Basilea. Lo stesso Vertue considerò che i Moro avevano un piccolo
dipinto, elaborato da alcuni allievi di Holbein, ma che a causa dei disagi
politici dei Moro, non fu mai finito da Holbein. Si deve sempre ricordare che
Vertue realmente rimproverò i discendenti Moro per aver ripetuto qualcosa senza
specifica attribuzione.
Il famoso dipinto Moro era solvente deperibile di tinteggiatura a tempera e
sembra possibile che, in condizioni eccezionali dell’impresa, questo poteva
essere stato destinato a fungere da vignetta per un dipinto ad olio finito,
quello per il quale la tela Nostell fu preparata. Holbein aveva bisogno di
creare un lavoro eccezionale per stabilire una carriera in Inghilterra con
l’appoggio di Thomas More.
A causa delle restrizioni imposte sugli artisti stranieri negli interessi delle
associazioni Painter, sarebbe stato difficile per lui all’inizio radunare una
squadra di assistenti per un lavoro così ambizioso. Sembrerebbe far fronte al
bisogno qualcosa che egli poteva fare velocemente, dalla sua stessa mano, per
essere notato dai clienti di Moro nel periodo più importante della sua carriera.
Il progetto di riprodurlo in una forma più durevole, comunque, sarebbe stato
superato dal ritorno di Holbein a Basilea, 1528-32, e nel frattempo dal collasso
della carriera Moro. L’originale finito fu evidentemente sequestrato insieme ai
beni dei Moro, ma una tela incompiuta si sarebbe salvata a tutto questo. I
Ropers potevano essersi fatto carico di questo esibendolo per essere continuato
da Lockey, quando la famiglia Moro recuperò il quadro Holbein alla morte di De
Loo nel 1590 e commissionarono copie d’esso. Lockey probabilmente mise molto del
suo lavoro nel quadro dei Ropers e in quello che attualmente si trova alla
National Gallery Portrait, entrambi raffiguranti ritratti contemporanei degli
ultimi discendenti. Ulteriori copie potevano essere state fatte fin da principio
nel laboratorio di Lockey; questo spiegherebbe la qualità scadente delle
versioni di East Hendred e Chelsea.
Il luogo in cui l’originale andò prima della ricomparsa nella collezione Arundel,
forse dopo il 1627, non è conosciuto. La ferma convinzione dei Ropers di avere
sempre posseduto l’originale, forse, si riferiva alla tela, ora a Nostell,
piuttosto che al dipinto a tempera. Vertue per primo vide la copia Nostell al
Well Hall, Eltham, Kent, durante un viaggio con Lord Oxford nel 1723. Egli lo
vide di nuovo nel 1726 quando a causa di alcuni restauri al Well Hall, era
temporaneamente esposto nella Casa del Re a Greenwich, in affitto di Sir John
Jennings.
Egli ci ripensò dopo, sebbene gli sarebbe piaciuto tirarlo giù per confrontarlo
con una stampa del disegno di Basilea di Holbein che egli possedeva. Egli
osserva l’aggiunta di due cagnolini e crede che le differenze furono fatte
dall’artista per ringraziare lui e la famiglia. Egli vide il quadro di nuovo nel
1731, questa volta nella casa di Sir Rowland Winn nel Soho Square. Egli dice:
“il quadro della grande famiglia di Sir Thomas More Ld. Chancellor, che
apparteneva a André Loo e fu venduto ad una vendita di quadri, , dopo la sua
morte, fu comprato da Mr Roper di Eltham, che sposò Margaret, la figlia maggiore
di Sir Thomas More, il quadro è rimasto al Well Hall sotto la proprietà dei
Ropers dal tempo dell’ultimo [Edward] Roper”. Lo stesso Vertue sbaglia dicendo
che il quadro di De Loo fu comprato da William Roper, che sposò Margaret More.
Egli morì nel 1578 e fu suo figlio, Thomas, che doveva essere stato coinvolto
nell’acquisto dell’originale e nella commissione del dipinto a Nostell.
Comunque, la generazione dell’ultima versione proveniente dai Ropers a Sir
Rowland Winn, che sposò Susanna Henshaw nel 1729, è perfettamente chiara.
|