San Tommaso Moro

"Il giusto sarà ricordato per sempre” Salmo 112,6;

«Egli potrebbe essere chiamato il santo patrono della vita famigliare. Di essa noi possediamo numerose e vivide descrizioni, e da essa egli attinse molta felicità. Felicità non diversa da quella che godono uomini e donne comuni: questo fatto aumenta gli orrori e la grandezza della sua fine».

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Alice Moro

Lady Alice MoroSeconda moglie di Thomas More, età 57 anni. L’ultima figura, in lontananza, nell’angolo destro del dipinto, è sotto molti aspetti la più interessante. Seduta con la sua scimmia preferita accanto al lei, c’è Lady Alice Moro; la nonna, nona generazione di parentela, della regina Elisabetta II. Lei è una diretta antenata della regina attraverso il 4° conte di Strathmore che sposò la sua bis, bis, bis nipote, Elisabetta Sthanhpo, sorella del 3° conte di Chesterfield. Anche il famoso 4° conte di Chesterfield discendeva da lei, così come l’eccentrica signora Hester Stantrope. Convenientemente anche il 5° conte di Stanthorpe, il fondatore della Galleria nazionale di ritratti, dove si tenne la mostra su Moro, era un diretto discendente. Nello schizzo originale, Lady Alice era inginocchiata in un predieu, ma un appunto dalla mano di Holbain dice “questa starà seduta”. Donna dalle sempre forti opinioni, non ebbe obiezioni ad inginocchiarsi quando tutti gli altri membri del gruppo erano o seduti o in piedi. Prima che io facessi le mie lunghe ricerche su Lady Alice, le sue origini erano un mistero quasi quanto le congetture che ora circondano la figura di Giovanni Harris. Alice nacque nel 1475 circa e quindi, al tempo in cui fu dipinto questo ritratto, aveva 54 anni e non 57 come scritto sullo schizzo. Lei fu la primogenita e la sola figlia di Sir Riccardo Harpur, di Epping, Essex. e di Elisabetta Ardern, la più giovane figlia di sir Peter Ardern di Markhall, Essex. Nel 1485, sir Richard Harper comprò la grande proprietà terriera di Latton, vicino Markhall. Lui e sua moglie furono seppelliti nella chiesa di Santa Maria in Latton ai piedi della tomba di sir Peter Arden e sua moglie, nel lato sud della cappella per le messe di suffragio degli Arden. Contrariamente alle precedenti supposizioni per cui la moglie di Moro fosse di umili origini e scelta da lui solo per la sua abilità nel tenere la casa e per la cura dei suoi molto giovani figli, emerge che Moro fece un secondo matrimonio molto vantaggioso. Non solo lei era di buone origini, ma ricca, aveva ereditato il patrimonio del suo defunto marito. Giovanni Middleton che aveva sposato nel 1490 circa, era un ricco mercante del Mercato Commerciale di Calè ed un membro della compagnia delle stoffe (seterie). Lei ebbe due figlie da lui, Alice ed Elena. Quando sposò Moro nel 1511, aveva con se solo Alice ed Elena presumibilmente era morta nella prima infanzia. Lady Alice era anche relazionata tramite matrimoni con Enrico VII ed Enrico VIII grazie a sua cugina di 1° grado Maria, che aveva sposato Sir David Owen, cugino di Enrico VII. Il frettoloso matrimonio di Moro con Alice, solo poche settimane dopo la morte della sua prima moglie, è stato spesso criticato. Comunque, la famiglia di lei era quasi vicina di casa di Jane Colt a Netherhall, la sua prima moglie, ed entrambe le donne vivevano nelle vicinanze dell’abitazione di famiglia di Moro da Gobionsa North Mimms nella contea di Hertford. La signora Alice non era un’estranea per Moro quando egli la sposò così di fretta, ed egli scelse saggiamente. Lei fu per lui una moglie eccellente, non solo guidando bene la famiglia, ma anche la “scuola” per i suoi figli, e le sue tenute di Chelsea. Fu una donna di grande ingegno e diede a Moro gran divertimento con la sua acuta risposta pronta, che ben si accompagnava alla propria. Nei giorni bui, quando il suo ostinato marito rifiutava tutti i suoi tentativi di persuasione di firmare il documento che gli avrebbe dato la libertà dalla Torre, le sue visite a lui là, anche se lei avrebbe voluto sbraitare ed andare in collera per la sua insensatezza, lo facevano ridere. Lei era pia e in un certo modo realistica e non ebbe tempo per gli eccessi religiosi come cilici e sverzini con i quali Moro usava punire se stesso. Il suo volto mostra una donna con magnifici occhi infossati ed una bocca deliziosa che si arricciava agli angoli come se stesse per scoppiare a ridere. Aveva anche un naso abbastanza lungo, ma non il “naso aquilino” che descrisse Ammonio, il segretario Latino di Enrico VIII. Lei è la sola persona seduta nel dipinto per la quale Holbein abbia colto questa caratteristica di gioia, che era non solo il suo fascino ma la sua forza. Sua figlia Alice fu descritta da Erasmo come una donna dalla bellezza abbagliante ed è triste che lei non sia inclusa in questo gruppo. Lady Alice è una figura insigne nel dipinto, meritevole di essere la moglie di sir Tommaso Moro. Come sarebbero stati entrambi orgogliosi se l’avessero guardata attraverso i nostri occhi quattrocentocinquanta anni dopo, con la nostra consapevolezza che sia la Regina Elisabetta, la Regina Madre, e la Regina Elisabetta II sono entrambe sue dirette discendenti. Lei visse circa sedici anni più a lungo di Moro, e morì a Chelsea nel 1551. Fu sepolta nella tomba di famiglia nella vecchia chiesa di Chelsea in quella che venne ad essere conosciuta come la cappella di Lady Moro.