Questa versione è considerevolmente diversa da quella Nostell, quella in cui sono inseriti i quattro discendenti delle ultime generazioni, mentre le relazioni di matrimonio e le non relazioni sono state rimosse. Quelle omesse sono Dame Alice More, la seconda moglie di Tommaso e non la madre dei suoi figli; Margaret Giggs, la sua figlia adottiva; Henry Patenson, il buffone e John Harris, segretario. Sir John e Sir Tommaso Moro sono spostati sul margine sinistro e il nuovo gruppo introdotto sul destro. Si tratta di un nipote, Thomas More II, sua moglie, nata Maria Scrope, e i loro figli il più grande e il più piccolo, John e (Christopher) Cresacre More. Sopra le loro teste è incorniciato un dipinto, con stemma, di Anne Cresacre come una donna matura; ella resta anche nel suo posto originale come promessa sposa di John More. Le finestre sono state interamente rimosse per fare posto a nuove figure e due stemmi sopra d’essi. I nomi, precedentemente attaccati ai loro soggetti, sono stati trasferiti, forse nell’interesse della moda, nei pannelli superiori e nel fondo a lato sinistro. L’iscrizione dell’anno 1593 di fronte i nomi, sicuramente data il quadro. Il nuovo gruppo, forse dipinto dal vero, è virtualmente una composizione separata e un esempio di Rowland Lockey di talento per nulla trascurabile come ritrattista. L’attribuzione a lui è basata su una citazione proveniente da note di un manoscritto di William Burton (1575 – 1645), usato da John Nichols in una storia di Leicester. William Burton fu un noto antiquario e autore a cui il Dizionario di Biografia Nazionale dedica un lungo articolo. Fu istruito a Runcorn e Oxford e ammesso all’Inner Temple nel 1593. Egli potè aver visto il quadro in qualsiasi momento e potrebbe essere stato nello studio Lockey per alcuni anni mentre le copie furono compiute. Burton era un allievo attento e sebbene la sua descrizione poteva essere applicata alla versione in miniatura, sembra identificarlo al quadro grande. Questa descrizione, combinata al nome di Lockey sulla versione Nostell, fornisce una giustificazione all’attribuzione dell’intero gruppo a quell’artista e a quel suo studio. Un ritratto perso di Cresacre More, una volta a Barnborough e attribuito a Vertue, potrebbe anche essere stato copiato dalla versione del National Portrait Gallery nello studio Lockey; un doppio ritratto di Sir John e Sir Tommaso Moro, ora al Hutton in-the-Forest, Cumbria, potevano essere stati soltanto copiati nello stesso tempo. Il prossimo accenno al quadro è di John Aubrey (1626 – 1697) nella sua Breve Vita di Sir Tommaso Moro. Egli lo vide nella casa di Sir John Lenthall prima del 1681. Un inventario, datato 1687 – 88, sull’arredamento, tappezzerie, gioielli, quadri di Carlo II nella Whitehall e in altre residenze reali non contiene alcuna descrizione di qualche quadro tra i tanti ai quali è impresso il nome di Holbein. Alla data 1675 il suo ritratto della famiglia Moro è stato sul Continente per circa trenta anni con l’Arundel e altre collezioni. In alcun modo Aubrey stava riferendosi a qualcosa che egli aveva frainteso sul trasferimento del dipinto dai Moro o Ropers a Lord Arundel, circostanze che rimangono un mistero. Un’altra sua nota è quella consistente su Cresacre More ed è probabile che sia vera. Egli dice: “il discendente di Sir Thomas More, di Chilston nel Herefordshire, dove, tra, molte cose di valore depredati dai soldati nella guerra civile, era la sua mascella che tenevano come reliquia”. Potrebbe essere che la ritrattazione di Cresacre a Herefordshire, fu stimolata da un episodio reale così come le sofferenze inflitte e ripetute sui dissidenti al tempo della Guerra Civile. Noi abbiamo ottenuto un gran numero di informazioni da Vertue quando esaminò questa versione nel 1721 e 1741, prima a Besselsleigh e poi al Monastero Burford, l’altra casa Lenthall. Nel 1729 Vertue fece la conoscenza di Thomas More di Barnborough, il quale padre, Christopher, morì nello stesso anno. Da lui scoprì che il quadro era stato in passato a Gubbins, o Luogo More, la casa ancestrale della famiglia Moro. Il quadro, che Vertue notò essere in misere condizioni, fu venduto a Christie nel 1808 e passò per le mani di Walter Strickland e C. W. Dormer. Nel 1910 fu nuovamente venduto a Christie e andò a Sir Hugh Lane e in seguito a Lord Lee of Fareham. L’ultimo proprietario privato fu E. J. Horniman, che visse nel Monastero a Burford e la sua vedova lo lasciò in eredità alla National Portrait Gallery nel 1935. Fu completamente restaurato nel 1974 e formato il rosone centrale della mostra della Galleria, Il Buon Servo del Re Sir Thomas More 1477 – 1535. il catalogo di questo, di J. B. Trapp e Hubertus Sculte Herbrugen, è inestimabile per l’intero soggetto e per gli accenni alla sua documentazione.
San Tommaso Moro
"Il giusto sarà ricordato per sempre” Salmo 112,6;



