Rogers Herbert , nacque in Maldon, Essex, 23 gennaio 1810 e morì a Kilburn, Londra, il 17 marzo 1890. Nel 1826 entrò nella Royal Academy Schools di Londra, dove, iniziò dal 1830 ad esibire le sue opere. Nel 1836 Herbert visitò l’Italia e per alcuni anni i suoi lavori riguardarono principalmente soggetti del genere storico italiano. Herbert fu enormemente stimato dall’architetto A. W. N. Pugin e probabilmente da questi influenzato nel 1840 si convertì al cattolicesimo romano. Successivamente il credo religioso di Herbert dettò i soggetti del suo lavoro, come ad esempio “Sir Thomas More and his Daughter” (1844; London, Tate). Nel 1842 Herbert fu impiegato da William Dyce alla Scuola di Disegno, insieme i due artisti collaborarono alla produzione di un libro di poesie per bambini, racconti e cantilene.
Il dipinto racconta un episodio particolarmente significativo della vita di More e della sua esperienza religiosa. William Roper, marito di Margaret, la figlia maggiore di Sir Thomas racconta che: «Una volta durante la sua prigionia nella Torre, guardando dalla sua finestra, Tommaso Moro vide per caso un certo signor Reynolds, un pio e dotto sacerdote del monastero di Sionne, e tre monaci certosini1 dalla Torre per essere giustiziati a causa del matrimonio e della supremazia; come se spasimasse dal desiderio di accompagnarli in quel viaggio, egli disse a mia moglie, che in quel momento gli stava accanto in piedi: «Guarda; non vedi, Margherita, che questi beati sacerdoti vanno a morte così giulivamente come sposi che vanno a nozze? Puoi dunque vedere, mia buona figlia, che grande differenza c’è tra coloro che hanno effettivamente vissuto religiosamente tutti i loro giorni una vita difficile, dura, penitente e dolorosa e coloro che, da miseri mondani, come il tuo povero padre, hanno consumato licenziosamente tutta la loro vita terrena nel piacere e nell’ozio. Poiché Dio, considerando la loro lunga e continua vita di penitenza molto penosa e dura, non vuole farli rimanere più a lungo in questa valle di miseria e di iniquità, ma li conduce prontamente alla fruizione della sua eterna Deità; mentre il tuo sciocco padre, Margherita, che ha vissuto l’intero corso della sua vita molto peccaminosamente da cattivissimo disgraziato, giudicandolo Dio non degno di passare così presto a quell’eterna felicità, lo lascia ancora qui nel mondo per essere sopraffatto e agitato ancora di più dalla miseria»
(Vita di Tommaso Moro, M. D’Auria Editore, Napoli 1968, pp. 90).
- Si tratta del Priore della Certosa di Londra, John Houghton, il Priore di Beauvale, Robert Laurence, e il Priore di Axhelme, Augustin Webster. Con loro, assieme al già citato Richard Reynolds, padre nel monastero delle Brigidine, fu suppliziato anche un prete secolare, John Hall. Subirono tutti la morte dei traditori per non aver accettato l’Atto di Supremazia.


