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Giovanni Lodigiani
Siamo alle soglie
dell’età moderna, un’epoca di transizione culturale, politica e
religiosa, un’epoca in cui gli ideali umanistici che venivano
affermandosi, s’incontravano con le strutture ideologiche e sociali del
Medioevo, ancora vive e dominanti.
Soltanto una
sintesi capace di convogliare nel nuovo mondo ciò che dell’antico doveva
essere salvato, avrebbe evitato lo scontro e la conseguente
disgregazione della società europea.
L’impulso per
creare questa nuova sintesi è sicuramente rappresentata dall’aspirazione
di alcuni intellettuali europei che non solo sognavano, ma erno capaci
di offrire la loro stessa vita per la promozione degli ideali
umanistici.
Questo spirito
trovò ben presto radici, e si concretizzò, in veri e propri movimenti di
pensiero. Il movimento umanista ebbe in Italia, un forte impulso, grazie
all’opera di eruditi greci che vennero in Occidente dopo la caduta di
Costantinopoli, ma si affermò anche all’estero in Germania ed in
Inghilterra dove ebbe una fioritura importante.
Uomini come John
Colet, William Grocyn, Thomas Linacee, William Lily e Thomas More, con
la loro immensa cultura e nobiltà di spirito seppero far germogliare i
semi della scienza antica.
Proprio della
figura, ed in particolare di un’opera, di Thomas More intende occuparsi
questo lavoro.
Thomas More
(1477/78-1535), londinese, avvocato, umanista, Lord Cancelliere, dopo
aver condotto una vita integra ed onesta, viene imprigionato e
condannato a morte per tradimento dal re Enrico VIII.
Durante la
prigiona scrisse molto: lettere ai famigliari, agli amici ed anche tre
opere. Due di queste tre rimasero incompiute.
L’unica che riuscì
a portare a termine, e che costituisce l’oggetto dell’indagine di questo
studio, è Il dialogo del conforto nelle tribolazioni.
Quest’opera è un
triplice intrattenimento che si svolge nell’Ungheria occupata dai Turchi
nemici della fede cristiana nella seconda metà degli anni venti del XVI
secolo. Interlocutori sono lo zio Antonio ed il nipote Vincenzo. Si
tratta di una costruzione fantastica più o meno verosimile in quanto
l’Europa si sente esposta al pericolo turco. Nondimeno l’eventualità
dello scisma religioso è il rischio contro il quale More vuole mettere
in guardia i suoi famigliari, prima di tutto, ed i suoi lettori.
Lungi dal
considerare il martirio, e dal considerare se stesso martire, More passa
in rassegna le più comuni tribolazioni: malattia, povertà,
scoraggiamento, tentazioni dubbi in materia di fede.
Contro questi mali
la saggezza dei filosofi fornisce alcuni rimedi. Il conforto della
ragione, necessario ed insostituibile, esige però un passo ulteriore:
esige il conforto della fede. Per More solo il Dio rivelato da Gesù
Cristo può consolare l’uomo nelle prove più tremende senza ulteriori rimandi. Dio consola l’uomo per mezzo della Scrittura, dove More attinge
a piene mani.
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INDICE
DELL’OPERA
Introduzione
I.
L’ambito filosofico-teologico cinquecentesco in Europa.
1.
Umanesimo e Rinascimento
2.
Aspetti filosofico-antropologici dell’Umanesimo
3.
L’orizzonte di un rinnovamento della cristianità e della
teologia
II. Un
cancelliere umanista: Thomas More. Una biografia culturale
1. La
formazione remota
2.
L’orizzonte degli interessi si allarga
3.
Un’amicizia autentica e intelligente
4. La
difesa dell’amico Erasmo, della nuova cultura e della nuova
teologia o “teologia positiva”
III.
Il Dialogo del conforto nelle tribolazioni
1. La
filosofia come “dialogo”
2.
L’opera
2.1
Genesi remota dell’opera
2.2
Genere, forma e configurazione essenziale dell’opera
2.3 Le
fonti scritturistiche, patristiche e filosofiche
3.
Prospettiva filosofica-antropologica dell’opera
4.
Prospettiva teologico-morale dell’opera
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
Dizionari, opere enciclopediche
A.
Testi
B.
Studi critici
____________________________________________
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NOTE
SULL’AUTORE
Giovanni Lodigiani, presbitero della diocesi di Pavia,
laureato in Scienze Politiche e Filosofia all’Università di Pavia
e dottorando in teologia morale presso la Pontificia Università
Gregoriana in Roma, è docente di etica teologica presso il
Seminario Diocesano e di etica presso la Facoltà di Scienze
Infermieristiche. Cultore di materia per biodiritto presso
la facoltà di Giurisprudenza della medesima università e
membro del Comitato di bioetica dell’IRCCS Policlinico “San
Matteo” di Pavia. |

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